Un progetto intimo tra cucina contemporanea e visione condivisa
Raccontare la cucina contemporanea sarda significa oggi attraversare storie fatte di scelte precise, di visioni personali e di un rapporto profondo con la materia prima. Infatti, è esattamente questo il filo conduttore dell’ultima puntata di Dimmi un PO’d CAST. La puntata condotta da Sara Sanna e Anna Orlando ha acceso i riflettori su Casa Grazia, ristorante cagliaritano guidato da Enrico e Carla, e sulla serata speciale del 22 gennaio dedicata al tartufo bianco.
Un appuntamento che non nasce come semplice cena a tema, ma come esperienza costruita con misura, eleganza e rispetto assoluto per un ingrediente tanto prezioso quanto delicato. A Casa Grazia, infatti, ogni scelta è ponderata. Ogni dettaglio concorre a creare un racconto coerente. In questo modo, cucina e accoglienza procedono nella stessa direzione.
Aperto nel settembre 2022, Casa Grazia è una realtà volutamente raccolta, quasi intima. Ci sono pochi coperti, oggi non più di 18-20 durante il servizio serale, per garantire un tempo lento, uno spazio di ascolto e un’attenzione autentica verso ogni ospite. Il progetto è gestito interamente da Enrico e Carla, coppia nella vita e nel lavoro, che ha fatto della condivisione e della complicità il proprio punto di forza. Entrambi con un passato in cucina, hanno scelto una divisione dei ruoli che nasce dall’esigenza ma diventa valore. Carla ai fornelli, dove tecnica e carattere danno forma ai piatti. Enrico in sala, custode dell’esperienza e dell’equilibrio tra cucina e ospitalità.
La materia prima come punto di partenza: stagionalità, tecnica e valorizzazione del territorio
La cucina di Casa Grazia è dichiaratamente personale. Enrico la definisce “d’autore”, perché frutto di esperienze, studio e ricerca condivisa. Il punto di partenza è sempre la stagionalità, un principio che guida la scelta degli ingredienti e la costruzione dei menù. Molte delle materie prime arrivano dal territorio, in particolare dall’area di San Sperate, paese d’origine di Enrico, noto per la qualità di frutta e verdura. Prodotti semplici, spesso di facile reperibilità, che attraverso tecniche accurate e una visione contemporanea trovano una nuova espressione nel piatto.
Non è stato un percorso immediato. Il nome Casa Grazia, inizialmente, ha generato qualche equivoco, evocando nell’immaginario una cucina casalinga e popolare. Da qui la necessità di affinare la comunicazione e chiarire l’identità del progetto. Questa identità è sintetizzata oggi nel payoff “esperienza gourmet, anima di casa”. Due concetti che convivono senza frizioni. Da un lato la ricerca gastronomica, dall’altro il desiderio di far sentire ogni ospite accolto, a proprio agio, parte di un luogo che ha un volto e una storia. Proprio come una casa intima e confortevole.

La serata di giovedì 22 gennaio: il tartufo bianco al centro dell’esperienza
In questo contesto si inserisce la serata del 22 gennaio, interamente dedicata al tartufo bianco. Un ingrediente complesso, intenso, che Enrico e Carla hanno scelto di interpretare senza eccessi, lasciandogli il ruolo di assoluto protagonista. Il format è quello del menù degustazione, pensato per accompagnare l’ospite in un percorso completo ma equilibrato, dall’antipasto al dessert.
Si inizia con un uovo cotto a bassa temperatura, adagiato su una crema di patate, un piatto essenziale, costruito per accogliere il profumo del tartufo senza sovrapporsi. Il primo è un tagliolino di pasta fresca con crema di Parmigiano 36 mesi, con il tartufo servito al tavolo, per offrire un contatto diretto e consapevole con la materia prima. Segue un filetto di vitello con verdure invernali. A chiudere una crema leggera al mascarpone e vaniglia naturale, dove il tartufo trova una declinazione inaspettata ma coerente.
Gli abbinamenti al calice di Fabrizio Abis che con eleganza dialogano con il tartufo
Ad accompagnare i piatti, il lavoro di Fabrizio Abis, sommelier ed enogastronomo, titolare di Wineresolving, che ha costruito gli abbinamenti con la stessa attenzione riservata alle preparazioni. La scelta è caduta su vini capaci di sostenere l’aromaticità del tartufo senza sovrastarlo. Protagonista “Tzinnigas” la Vernaccia della Cantina Orro, vinificata in acciaio, espressione di un vitigno sardo dalla spiccata sapidità e freschezza. È affiancata da “Passaggio” un Nebbiolo del Canavese, dell’azienda agricola L’erm, affinato in grandi botti, scelto per la sua eleganza e per la capacità di accompagnare il secondo piatto ripulendo il palato.
La serata del 22 gennaio si preannuncia così come un momento di grande coerenza e intensità, dove cucina e vino dialogano senza forzature, nel rispetto della materia e del tempo. Sarà un’esperienza che riflette pienamente la filosofia di Casa Grazia: pochi ospiti, attenzione assoluta ai dettagli e una cucina che non cerca effetti, ma emozioni sincere.
Casa Grazia si trova a Cagliari, nel quartiere di Villanova, in via Barone Rossi 47. È un indirizzo che vale la pena segnare, soprattutto per chi cerca una cucina capace di raccontare il presente con misura, identità e un profondo senso dell’ospitalità.
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