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Edizione 2026 dei SFA

Undicesima edizione per i Sardinia Food Awards, il progetto nato in Sardegna, diventato negli anni un punto di riferimento per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari isolane. Il galà si terrà il prossimo 27 giugno al Golf Club di Is Molas, mentre le iscrizioni resteranno aperte fino al 30 maggio.

Un appuntamento che, dopo il successo del decennale, punta ancora una volta a mettere in relazione aziende, istituzioni, distribuzione, mondo agricolo e comunicazione, rafforzando una rete che negli anni ha coinvolto migliaia di imprese anche oltre i confini regionali.

L’intervento di Giorgio Demurtas

Ad aprire la conferenza stampa è stato Giorgio Demurtas, Presidente della Federazione Provinciale di Coldiretti Cagliari che ha sottolineato l’importanza di continuare a valorizzare il comparto primario sardo attraverso iniziative capaci di mettere in connessione imprese, istituzioni e territori. Un intervento incentrato sul ruolo strategico dell’agroalimentare nell’economia dell’isola e sulla necessità di creare occasioni concrete di confronto tra le aziende, affinché le produzioni identitarie sarde possano rafforzare ulteriormente la propria presenza sui mercati.

Le parole dell’assessore Francesco Agus

A seguire l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus che ha posto l’attenzione sul valore strategico della collaborazione tra imprese e sul bisogno di connessioni stabili tra produzione agroalimentare, turismo e territorio per una crescita comune. Agus ha sottolineato che, momenti come i Sardinia Food Awards, rappresentano molto più di una semplice premiazione, diventando occasioni concrete di confronto e innovazione per le aziende sarde.

“Hanno consentito a tanti produttori d’eccellenza di confrontarsi, sedersi a un tavolo più ampio e imparare anche attraverso lo scambio di relazioni ed esperienze”, ha spiegato, evidenziando quanto la capacità di lavorare in sinergia, possa oggi incidere sulla competitività dell’intero comparto.

Il ruolo della rete secondo Luca Saba

Durante la conferenza è emersa più volte una riflessione condivisa sul futuro dell’agroalimentare sardo, sulle difficoltà del fare impresa in Sardegna e sulla necessità di creare connessioni reali tra aziende che troppo spesso lavorano isolate.

A sottolinearlo con forza è stato il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba, che ha definito i Sardinia Food Awards “uno straordinario luogo di comunicazione e confronto”, capace di riunire un gran numero di aziende del settore agroalimentare in un unico evento. Secondo Saba, uno dei limiti storici del sistema sardo è proprio la frammentazione. “Le aziende agroalimentari sarde stanno difficilmente insieme, né orizzontalmente né verticalmente. Occasioni come questa servono proprio a creare ascolto, relazioni e crescita comune”.

Logistica, mercati e crescita delle imprese

Nel suo intervento il direttore di Coldiretti ha posto l’attenzione anche su temi strategici come logistica, internazionalizzazione e marketing, ricordando come molte piccole imprese sarde, abbiano prodotti di altissima qualità ma spesso non riescano a presentarsi sul mercato con strumenti adeguati.

Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato la necessità di accompagnare le aziende non solo nella gestione delle emergenze, ma soprattutto nei percorsi di crescita. “Abbiamo imprese giovani, realtà che funzionano e che stanno già esportando nel mondo. Bisogna affiancarle efficacemente e creare un sistema che le aiuti a emergere insieme”.

Il premio “Sardo al 100%”

Luca Saba ha ricordato anche il valore del premio “Sardo 100%”, promosso insieme ai Sardinia Food Awards e dedicato ai sardi che, nei diversi ambiti professionali, contribuiscono a far conoscere e valorizzare l’isola oltre i suoi confini. Un riconoscimento che negli anni ha acceso i riflettori su figure di alto profilo del mondo delle istituzioni, della cultura, del giornalismo e dell’imprenditoria, raccontando storie di persone che hanno costruito percorsi importanti mantenendo forte il legame con la Sardegna.

“Spesso siamo una terra abituata, più a trovare difetti, che a valorizzare le proprie eccellenze”, ha osservato Saba, spiegando come “Sardo 100%” voglia invece mostrare esempi positivi e testimonianze capaci di diventare fonte di ispirazione, anche per le nuove generazioni e per il tessuto imprenditoriale dell’isola.

Il lavoro costruito dai Sardinia Food Awards

Donato Ala Giordano, ideatore e organizzatore dei SFA, ha ripercorso il lavoro costruito in oltre dieci anni di attività. “Fare rete in Sardegna è estremamente difficile e quando riusciamo a creare connessioni significa aver fatto il triplo della fatica rispetto ad altre regioni”. Proprio da queste connessioni, però, nascono nuove opportunità di mercato. Ha raccontato, ad esempio, di tante fruttuose collaborazioni, nate direttamente durante le passate edizioni dei SFA, come quella, particolarmente significativa, tra un produttore di bottarga e un’azienda di pane carasau che hanno sviluppato insieme nuovi prodotti.

Sponsor e partnership

Donato ha inoltre ribadito il ruolo indipendente del progetto, sostenuto da sponsor e partner privati che condividono la visione dell’iniziativa, contribuendo concretamente alla sua crescita. Un aspetto sul quale ha voluto soffermarsi più volte durante la conferenza, ringraziando le realtà che negli anni hanno scelto di accompagnare il percorso dei Sardinia Food Awards e permettere lo sviluppo di un format, diventato ormai un riferimento nazionale.

Tra i partner storici figura il gruppo CRAI, presente come main sponsor anche nelle attività nazionali degli Italy Food Awards, insieme a vecchie e nuove collaborazioni che stanno rafforzando ulteriormente il format. Tra queste STC Carni, Acqua Federica, il Banco di Sardegna e il distretto Sardegna Bio, protagonista quest’anno di una nuova categoria interamente dedicata alle produzioni biologiche.

La crescita dei Produttori Arborea

Nel corso dell’incontro sono intervenuti diversi rappresentanti delle aziende partner. Tra questi Alberto Lelli, che ha raccontato la crescita della cooperativa Produttori Arborea, oggi passata da 220 a 290 soci e protagonista di un aumento del fatturato del 18%. Un percorso che, ha sottolineato, restituisce valore direttamente agli associati e alle famiglie coinvolte nella filiera.

“Abbiamo bisogno di aggregarci e aiutarci a vicenda” ha spiegato Lelli, affrontando anche il tema delle difficoltà comunicative che oggi vivono molte aziende agroalimentari, spesso esposte ad attacchi mediatici e polemiche che rischiano di danneggiare intere filiere produttive. Ha sottolineato inoltre, l’importanza di raccontare in modo autentico il lavoro delle aziende e la realtà quotidiana della produzione agroalimentare, trasmettendo messaggi concreti e sinceri, capaci di mostrare cosa c’è realmente dietro il cibo che arriva sulle tavole.

Investimenti e innovazione

Spazio anche agli investimenti e all’innovazione con l’intervento di Giacomo Pinna, che ha illustrato il nuovo percorso di crescita di Acqua Federica tra nuove linee di produzione, investimenti sul vetro, sul ghiaccio alimentare e sull’ampliamento della capacità aziendale.

Il lavoro delle giurie

A chiudere il confronto è stato Ferdinando Secchi, presidente delle giurie tecniche, che ha riportato l’attenzione sul lavoro svolto dietro le quinte del premio e sul livello qualitativo raggiunto dalle produzioni agroalimentari sarde. “I Sardinia Food Awards non sono soltanto una celebrazione, ma un vero osservatorio sullo stato di salute e sull’evoluzione del comparto agroalimentare della nostra isola”, ha spiegato.

Secchi ha sottolineato come le giurie siano composte da professionisti altamente qualificati, scelti tra sommelier, tecnologi alimentari, esperti assaggiatori e giornalisti di settore, chiamati a valutare i prodotti attraverso degustazioni alla cieca e schede tecniche rigorose, così da garantire giudizi imparziali e utili anche come strumento di crescita per le aziende partecipanti.

Qualità, tradizione e l’avvento delle nuove generazioni

Nel suo intervento ha evidenziato anche l’evoluzione qualitativa delle produzioni sarde, parlando di una “qualità matura” che oggi unisce rispetto della tradizione, attenzione alla materia prima e cura dei processi produttivi. “Ogni prodotto racconta un pezzo di Sardegna, dai sentori delle erbe spontanee alla sapidità del mare”, ha osservato, spiegando come premiare queste eccellenze significhi anche tutelare biodiversità e identità culturale.

Particolarmente significativo, secondo il presidente delle giurie, il ricambio generazionale registrato nell’edizione 2026, con l’ingresso di nuove aziende e giovani produttori accanto alle realtà storiche già affermate. Un dinamismo che, secondo Secchi, dimostra la vitalità del comparto e porta con sé nuove visioni sul packaging, sulla sostenibilità e sull’apertura verso i mercati internazionali.

Uno sguardo al futuro

In chiusura, Secchi ha ribadito la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, associazioni di categoria e imprese, sottolineando come solo attraverso una collaborazione reale tra tutte le componenti della filiera sarà possibile dare ulteriore forza all’agroalimentare sardo e alle sue eccellenze.

La conferenza ha alternato momenti istituzionali e riflessioni più informali, mantenendo però sempre centrale il tema della collaborazione tra imprese e territori. Non a caso, guardando già oltre il 2026, gli organizzatori stanno lavorando a un’evoluzione del format con eventi più aperti al pubblico e maggiormente integrati con il turismo e la ristorazione, così da trasformare i Sardinia Food Awards in un’esperienza diffusa capace di coinvolgere direttamente visitatori, chef e operatori del settore.

Un percorso che continua a crescere partendo dalla Sardegna e che oggi punta sempre di più a costruire connessioni concrete attorno al valore del cibo, delle produzioni identitarie e delle storie imprenditoriali dell’isola.

L’area degustazione

Al termine della conferenza stampa, spazio anche alla degustazione dedicata ad alcune delle aziende protagoniste negli anni, dei Sardinia Food Awards, che attraverso i loro prodotti hanno raccontato la varietà e la qualità dell’agroalimentare sardo.

Tra queste L’Antico Dolce Selargino da Lola, storica realtà artigianale custode della tradizione dolciaria campidanese, conosciuta per la lavorazione dei dolci tipici sardi e per un percorso che, da oltre cinquant’anni, porta avanti ricette, tecniche e gesti tramandati di generazione in generazione.

Presenti anche le etichette della Cantina Santadi, una delle cooperative vitivinicole simbolo del Sulcis, nata nel 1960 e oggi riconosciuta a livello internazionale per il lavoro di valorizzazione del Carignano del Sulcis e dei vitigni identitari del territorio.

Protagonista dell’area degustazione, Cuore dell’Isola, il progetto del gruppo CRAI dedicato alle filiere corte e alle produzioni Made in Sardinia, nato con l’obiettivo di accompagnare i produttori locali nello sviluppo di prodotti identitari capaci di raggiungere nuovi mercati mantenendo forte il legame con il territorio.

Accanto a loro anche Natural Nostos, Nero Bianco Tartufi e Carloforte Tonnare, aziende che rappresentano percorsi differenti ma accomunati dall’attenzione verso la materia prima e dalla valorizzazione delle produzioni identitarie dell’isola.

Tra i prodotti degustati, particolarmente graditi, quelli a marchio Primo Verde dei Produttori di Arborea, progetto dedicato al comparto ortofrutticolo della cooperativa e protagonista negli ultimi anni di un importante percorso di crescita e aggregazione sul territorio regionale.

A completare il percorso gastronomico la presenza della Cooperativa Pescatori Tortolì, realtà storica legata alla filiera ittica ogliastrina e da tempo punto di riferimento per la valorizzazione del pescato locale attraverso ristorazione e commercializzazione dei prodotti del mare, che ha deliziato i presenti con le ostriche e la celebre bottarga.

Sardinia Food Awards Link

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Sara Sanna

Caporedattore
Sarda, scrive da sempre di enogastronomia, da qualche anno in modo professionale. La passione per questi argomenti è una eredità preziosa della sua famiglia dove le tradizioni culturali si sono radicate in simbiosi col piacere di condividere e di godere della scoperta del buon cibo.
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