Con l’estate e il caldo afoso, aumenta l’attenzione sulla sicurezza alimentare e, tra i prodotti che richiedono maggiore cautela, c’è senza dubbio il latte crudo. Gli specialisti ricordano infatti che, se consumato senza le dovute precauzioni, può rappresentare un rischio soprattutto per i bambini più piccoli e per le persone più fragili.
A rilanciare il tema è anche il Ministero della Salute, che nell’ambito della campagna “Estate in sicurezza” invita a prestare particolare cautela verso gli alimenti più esposti alle alte temperature. Secondo i dati del Registro italiano della Sindrome emolitico-uremica (Seu), dall’inizio del 2025 sono stati segnalati 43 casi della malattia in 15 regioni italiane. Tutti hanno riguardato bambini e ragazzi sotto i 15 anni.
I casi registrati in Italia e i soggetti più a rischio
La Seu è una complicanza rara ma molto grave. Può svilupparsi in seguito a un’infezione provocata da alcuni ceppi di Escherichia coli produttori della cosiddetta tossina Shiga (Stec). Negli adulti e nei bambini più grandi l’infezione può manifestarsi con una comune gastroenterite, mentre nei più piccoli, in alcuni casi, può evolvere in una patologia che colpisce soprattutto i reni e che può avere conseguenze molto serie.
Il tema è tornato al centro dell’attenzione dopo la vicenda di Mattia Maestri, morto a 13 anni dopo aver trascorso diversi anni in stato vegetativo permanente. Da bambino aveva contratto un’infezione collegata al consumo di un formaggio prodotto con latte crudo contaminato.
Perché il latte crudo richiede particolari precauzioni
Il latte crudo è un prodotto che non viene sottoposto a trattamenti termici come la pastorizzazione o la sterilizzazione. Proprio per questo può contenere microrganismi potenzialmente pericolosi. Il rischio, precisano gli esperti, resta generalmente contenuto, ma non deve essere sottovalutato. In particolare per categorie particolarmente vulnerabili, come bambini sotto i cinque anni, donne in gravidanza, anziani e persone con difese immunitarie ridotte.
La buona notizia è che il pericolo può essere eliminato con un semplice trattamento termico. La bollitura, così come la pastorizzazione, è infatti sufficiente a distruggere gli eventuali batteri presenti nel latte. Per questo motivo, ad esempio, negli agriturismi il latte crudo non può essere servito direttamente ai clienti senza essere stato prima bollito. In caso di dubbi, è sempre consigliabile chiedere conferma al personale che lo somministra.
Le regole per consumarlo in sicurezza durante l’estate
Gli esperti invitano inoltre a fare attenzione anche ad altri alimenti che, durante la stagione estiva, possono favorire la trasmissione di infezioni se non correttamente conservati o cotti. Tra questi rientrano l’acqua proveniente da pozzi non controllati, la carne, il pesce e le uova consumati crudi o poco cotti.
In definitiva, il latte crudo non è un alimento da demonizzare, ma va consumato con consapevolezza. Adottare semplici precauzioni, come preferire prodotti pastorizzati per i più piccoli o bollire il latte prima del consumo, può ridurre in modo significativo il rischio di infezioni e contribuire a proteggere la salute delle persone più vulnerabili.






