Cibi buoni Vs cibi cattivi… Verità o leggenda?

13-07-2023 | Cibo e Benessere, News

Al giorno d’oggi viviamo in un’epoca in cui regna sovrano l’antagonismo.

In ogni campo ci si ritrova sempre coinvolti in una contrapposizione tra il buono che risolve ogni problema e il cattivo contro cui tutti puntano il dito.

Purtroppo, questo bizzarro modo di pensare, ha invaso anche il vasto mondo dell’alimentazione. Per cui si è partiti da lontano, cercando di identificare i corretti comportamenti alimentari contro quelli sbagliati,
per passare poi alla sfida senza fine tra qual è la migliore dieta tra le innumerevoli ormai presenti nel panorama alimentare.

E si è arrivati, ahimè, a stilare una vera e propria classifica, che vede contrapporsi alimenti cattivi, che hanno il potere di rovinarti la vita anche solo a pensare di mangiarli, e alimenti buoni che invece sembrano avere poteri strabilianti.

In questo scenario così confuso è davvero complicato riuscire a districarsi, perché i pareri sono in genere fortemente contrastanti, per questo cercheremo di mettere un po’ d’ordine.

Non pretendiamo di risolvere la questione in maniera definitiva, ma quantomeno proveremo a stabilire qualche punto fermo e a sfatare alcuni falsi miti.

Innanzitutto, è sbagliato mettere sul banco degli imputati l’alimentazione tout-court per addebitarle ogni problema in cui si incorre, sia esso prettamente estetico, oppure patologico. L’obesità, le malattie quali diabete o le dislipidemie, lo stesso cancro, sono ormai definite malattie multifattoriali, la cui genesi e la cui evoluzione dipendono in maniera simultanea da genetica, ambiente e comportamento.

Quindi, è del tutto erroneo voler per forza ricercare un’unica causa scatenante, ed è ancora più sbagliato voler identificare l’alimento responsabile di una qualsivoglia patologia. È questo atteggiamento che ha portato di conseguenza alla caccia spasmodica al cibo cattivo, responsabile dei danni alla salute!

Non esiste e non può in alcun modo essere identificato un alimento che sia inequivocabilmente causa diretta di una patologia o anche del semplice essere in sovrappeso.

Questa caccia alle streghe, da un lato ha portato a demonizzare determinati cibi, mentre dall’altro, per contro, ha portato ad assolverne completamente altri.

Il modus operandi moderno, genera le estremizzazioni a cui ormai ci siamo un po’ tutti abituati e che tutti almeno una volta nella vita abbiamo applicato, dal più noto e comune “non mangio pane e pasta” al “sono vegetariano”, “sono vegano”, “faccio la chetogenica” e così via.

Dal lato opposto però, una mancanza deve necessariamente essere sopperita da una integrazione, ed ecco fiorire l’universo mondo degli integratori e degli alimenti “magici” che da soli o in mix sono capaci di curare se non tutto, quasi tutto.

Quindi si sono identificati tutta una serie di cibi buoni verso cui ci si rivolge in maniera fin troppo leggera perché “fanno bene” e di conseguenza ne posso mangiare quanti ne voglio!

Sempre di più, all’interno di un regime alimentare si assiste ai due opposti, l’eliminazione completa dei cibi cattivi e l’assunzione ad libitum di quelli buoni.

Nulla di più sbagliato! Ci siamo fatti convincere che i cibi cattivi vanno eliminati totalmente, e che i cibi buoni fanno sempre bene a prescindere da condizione fisica, quantità, qualità e spesso persino a prescindere dalla presenza di una qualche patologia!

Sfatiamo il mito! Non esistono cibi che fanno solo male e non esistono cibi che fanno solo bene. Nella nostra quotidianità alimentare sono tre le parole a cui dobbiamo fare sempre riferimento: VARIETA’, QUANTITA’, QUALITA’.

Noi mangiamo per nutrirci, cioè per fornire al nostro organismo tutte le sostanze di cui necessita per funzionare bene e le dobbiamo assumere nelle quantità necessarie e sufficienti. I carboidrati servono per produrre energia, le proteine per la funzionalità muscolare, i grassi sono i costituenti delle membrane cellulari e veicolano l’assorbimento delle vitamine liposolubili.

Quindi, nessuno di questi macronutrienti può essere dannoso e nessuno di essi sacrificabile ed eliminabile dalla dieta. Ecco perché la varietà nell’assunzione degli alimenti dovrebbe essere un’abitudine irrinunciabile e basta da sola a fornire tutto ciò di cui necessitiamo.

Assumere in modo costante a rotazione carne, pesce, legumi, verdure, frutta, cereali, pasta, latte e latticini è la scelta alimentare più corretta ed equilibrata possibile.

Ovviamente, ogni alimento apporta nutrienti, ma tutto cum grano salis; quindi, mangiamo in modo vario ma nella giusta quantità.

Gli eccessi non portano a nulla di buono, mai! Questo significa che dobbiamo adeguare le quantità di alimenti al nostro effettivo fabbisogno. Anche il cibo più salutare e nutriente, se ingerito in maniera eccessiva, fa male. Serve equilibrio, senza mai eccedere, assumendo troppo o troppo poco.

Riuscire a districarsi nell’ambito della qualità degli alimenti è chiaramente la parte più complicata, ma anche qui facciamo attenzione ai messaggi eccessivamente terroristici a cui siamo sottoposti che ci vogliono far credere che ormai, tutto ciò che mangiamo è tossico, pieno di agenti chimici e quindi pericoloso.

Se parliamo di frutta e verdura l’utilizzo dei prodotti chimici è noto, ma dobbiamo tenere ben presente che tutto è regolamentato in maniera precisa, per cui le quantità sono sempre ben al di sotto dei limiti sopportati dal nostro organismo.

Ricordiamoci che il nostro corpo è, entro certi limiti, abilitato all’escrezione di ciò che, per l’organismo, è tossico. Inoltre, basta essere accorti e lavare tutto molto bene, perché il livello dei pesticidi contenuti scenda notevolmente.

Quindi possiamo consumare questi prodotti in maniera abbastanza tranquilla. È consigliabile, di tanto in tanto, acquistare alimenti biologici le cui coltivazioni sottostanno a regole ferree e controlli costanti, contribuendo ad abbassare ancora di più il nostro livello di esposizione al rischio chimico.

Per quel che riguarda il consumo di carne, ahimè, lì andiamo incontro al problema degli antibiotici e degli ormoni usati negli allevamenti, ma anche qui non drammatizziamo! Questo aspetto è smorzato per l’appunto dalla quantità di cui facciamo uso, e dalla scelta dei tagli. Il petto di pollo sarà più infarcito di ormoni rispetto alla coscia.

Anche in questo caso, possiamo sempre optare, di tanto in tanto, per carni biologiche o da allevamento non intensivo. Inoltre, quasi tutte le catene della grande distribuzione hanno linee dedicate, in cui la filiera è certificata e non fanno uso di antibiotici.

Stesso discorso per le uova, in commercio si trovano facilmente quelle biologiche, da galline allevate a terra o anche quelle in cui è espressamente scritto “senza uso di antibiotici”.

Insomma, nelle nostre scelte alimentari quotidiane cerchiamo di non farci influenzare troppo dalle mode del momento, né tantomeno da annunci pubblicitari o, peggio ancora, dal mare magnum delle informazioni accessibili. Cerchiamo sempre di utilizzare innanzitutto il buonsenso, leggiamo bene le etichette degli alimenti, affidiamoci ai pareri di esperti e soprattutto verifichiamo le fonti da cui attingiamo le notizie!

Soprattutto non deleghiamo tutto agli altri perché la nostra salute dipende da noi, dal nostro stile di vita nella sua completezza e non solo da cosa mangiamo o non mangiamo!

Si precisa che, quanto citato in questo articolo fa riferimento al consumo alimentare in assenza di patologie, intolleranze o allergie per le quali è espressamente richiesto il parere specialistico e un regime alimentare
controllato.

 

Rosanna Capasso

PhD, biochimico clinico e biologa nutrizionista, si è occupata di ricerca sul cancro, malattie cardiovascolari e malattie neurodegenerative.