Nell’area di Vicarello, il nuovo centro visite del Parco Bracciano-Martignano mette in relazione archeologia, natura, arti e produzioni del territorio. Un luogo restituito alla vita che diventa laboratorio di cultura, divulgazione e nuova attrattività.

Ledo era il custode
Ed è questa la prima sorpresa di una casa che, nascosta in un uliveto secolare e a pochi passi dal Ninfeo di Apollo, potrebbe suggerire origini assai più antiche.
Casa di Ledo conserva invece il nome dell’uomo che quel luogo custodiva. Un nome rimasto così profondamente legato alla casa da attraversarne il tempo e arrivare fino al progetto che oggi le restituisce una nuova funzione.
Ma le parole, qualche volta, sembrano sapere più cose di quelle che raccontano.
Nel nome di Ledo risuona infatti, quasi per coincidenza, il latino laetus: prima ancora di significare “lieto”, indicava ciò che è fertile, rigoglioso, capace di dare frutto. Non è l’etimologia di quel nome, naturalmente, ma una suggestione difficile da ignorare oggi che quella casa torna a essere abitata da idee, incontri, arti, storia e territorio.

Una Casa lieta, dunque. Non come definizione, ma quasi come destino possibile
Il recupero di Casa di Ledo ha alle spalle un percorso lungo, costruito negli anni tra Soprintendenza, Ente Parco e Regione Lazio per restituire funzione a un luogo inserito in un contesto di eccezionale valore storico e paesaggistico. La convenzione tra Soprintendenza ed Ente Parco per il suo recupero ha visto interventi sull’edificio, il completamento del centro visite e la valorizzazione del vicino Ninfeo di Apollo.
Oggi quella storia entra in una fase diversa. Perché restaurare un edificio significa salvarlo. Farlo vivere significa dargli un perché.
Ed è qui che Casa di Ledo assume la sua identità più interessante: quella di un nuovo condensatore dei contenuti del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Archeologia e natura, certamente, ma anche teatro, musica, letteratura, divulgazione ambientale e storica, produzioni agricole, cultura del paesaggio.
Tutto intorno sembra suggerire questa vocazione. L’uliveto, le testimonianze romane, le antiche acque termali, il Ninfeo di Apollo. Un patrimonio nel quale la storia dell’uomo e quella della terra continuano a sovrapporsi. Casa di Ledo prova a rimetterle in relazione.


È così che il Parco sale sul palco
Non per diventare la scenografia di una rassegna, ma per essere materia stessa del racconto. E quel palco, allo stesso tempo, guarda fuori: accoglie artisti, musicisti, produttori, linguaggi differenti e, attraverso di loro, pubblici nuovi.
Chi arriva per uno spettacolo incontra un sito archeologico. Chi viene per ascoltare musica scopre Vicarello. Chi partecipa a una degustazione ritrova nel vino, nell’olio, negli ortaggi e nelle produzioni locali la stessa terra che il Parco tutela.
Lo sguardo procede in entrambe le direzioni.
Ed è proprio qui la prospettiva più contemporanea del progetto. Quella di trasformare la ricchezza ambientale e culturale del Parco in una leva di attrattività territoriale, creando nuove ragioni per raggiungerlo, frequentarlo e comprenderlo. Il 29 agosto è stato il primo atto.

29 agosto | Il luogo entra in scena
La giornata inaugurale ha già racchiuso molte delle direzioni che Casa di Ledo sembra voler percorrere.
Prima la conoscenza dell’area, attraverso le visite curate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, poi il teatro, chiamato non semplicemente a occupare uno spazio ma a entrare in dialogo con esso.
A Vicarello O Thiasos TeatroNatura ha portato Miti d’acqua, con la narrazione di Sista Bramini e le musiche per viola eseguite dal vivo da Camilla Dell’Agnola.
Un lavoro ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, nel quale i miti legati all’acqua, alla trasformazione e al rapporto tra uomo e natura hanno trovato nel paesaggio una sorta di scenografia originaria. La voce di Bramini, la viola, il canto e gli interventi musicali di Dell’Agnola hanno accompagnato il pubblico dentro un racconto che sembrava appartenere naturalmente a quel luogo.
Non un teatro semplicemente portato nella natura, dunque. Piuttosto un teatro capace di leggere la natura e la storia attraverso il mito.
E a Vicarello questa relazione assume un significato ulteriore. L’acqua attraversa da secoli la storia dell’area, il Ninfeo porta il nome di Apollo, il paesaggio conserva le tracce di una frequentazione antichissima. Lo spettacolo non poteva essere separato dal luogo che lo ospitava.


Poi il racconto è passato attraverso un altro linguaggio, quello delle produzioni
Cantine, aziende agricole, birrifici e artigiani del territorio hanno restituito una geografia diversa dello stesso Parco, fatta di vigne, campi, orti, allevamenti, lavoro e materia.
Alla giornata hanno partecipato Cantine Capitani, Cantina Morichelli, Tenuta Fontana Murata, Quota Rosa Winery, Manth – Birrificio Botanico, Azienda Agricola Di Traglia, Azienda Agricola Porta di Tuscia, L’Orto di Nonno, Acquaranda, Fattoria Faraoni, Ammano e Il Norcino non solo Cacio.
La grande partecipazione di pubblico ha fatto il resto.
Quella del 29 agosto non è stata così soltanto l’inaugurazione di uno spazio, ma la prima dimostrazione concreta del suo possibile funzionamento, con storia, spettacolo, paesaggio e territorio chiamati a raccontarsi insieme.

5 settembre | Un altro linguaggio, nuovi pubblici
Una settimana più tardi Casa di Ledo ha cambiato registro.
La Summer Session del 5 settembre ha spostato l’asse verso la musica e una dimensione più informale e conviviale.
Sul palco si sono alternati Renoir, Molto Quintet, Blues Lee & The Jazz Mafia Band e Sogno ’90, ancora una volta accompagnati dal racconto enogastronomico del territorio.
È proprio la distanza fra i primi due appuntamenti a spiegare bene il progetto.
Il 29 agosto Ovidio, il teatro di natura, la viola. Il 5 settembre le band e la musica dal vivo. Non due identità in contrasto, ma due possibilità diverse di entrare nello stesso luogo.
E quindi due pubblici, due motivazioni, due porte d’accesso.
Casa di Ledo comincia così a sperimentare una funzione preziosa: intercettare anche chi il Parco non era necessariamente venuto a cercarlo e permettere che l’incontro avvenga attraverso l’arte, la musica, il gusto.

13 settembre | Prima il luogo, poi il mondo
Domenica 13 settembre, dalle 16, si torna a partire dalla storia.
Le visite prenotate curate dalla Soprintendenza accompagneranno il pubblico alla scoperta dell’area e del Ninfeo di Apollo, facendo precedere ancora una volta lo spettacolo dalla conoscenza del luogo che lo accoglie.
Poi arriverà la musica. Con Mauro Menegazzi e Pasquale Laino, Musiche dal mondo porterà a Casa di Ledo un percorso sonoro capace di attraversare geografie e tradizioni differenti.
A seguire sarà nuovamente il territorio a prendere parola attraverso la degustazione curata da Cantine Capitani.
Archeologia, musica, vino: non tre momenti semplicemente accostati, ma tre possibilità successive di leggere lo stesso paesaggio.
Prima lo si conosce. Poi lo si attraversa attraverso un altro linguaggio. Infine, lo si ritrova nei suoi prodotti.

27 settembre | Il teatro torna a Casa di Ledo
Il 27 settembre il teatro tornerà a chiudere questo primo ciclo di programmazione.
Quattro appuntamenti quindi, linguaggi e pubblici differenti per lietamente comprovate quanto un luogo possa diventare generativo quando sceglie di mettere in dialogo il suo patrimonio con una nuova virtuosa visione.

Informazioni
Casa di Ledo LINK
Centro visite del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
Area archeologica di Vicarello – Bracciano (RM)
La partecipazione agli appuntamenti è gratuita.
Per le visite all’area archeologica e al Ninfeo di Apollo è prevista la prenotazione secondo le modalità indicate dal Parco.
Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
Via Aurelio Saffi 4/A – 00062 Bracciano (RM)
Tel. 06 99801176
Informazioni, prenotazioni e aggiornamenti:
www.parcobracciano.it






