Quando nel mondo si parla di bikini, si pensa subito al celeberrimo costume da donna o all’atollo delle Isole Marshall al quale si ispirò l’inventore di quello che, all’epoca, appariva come un modello di costume da donna stravagante ed “esplosivo”.
La prospettiva cambia quando si pronuncia la parola Bikini in Campania, in particolare lungo quel tratto di costa che dal golfo di Napoli arriva fino a Sorrento, dando forma alla celebre Penisola Sorrentina.
Qui dire Bikini significa riferirsi a qualcosa di molto preciso. Un luogo che, dal 1952 rappresenta uno state of mind per gli abitanti della zona e per tutti coloro che arrivano in Penisola Sorrentina da ogni parte del mondo.
Il Bikini di Vico Equense è, da 75 anni, la spiaggia che accoglie in Costiera e dalla quale prende forma quel colpo d’occhio capace, ancora oggi, di far innamorare chi si affaccia su questo tratto di Campania.

Il Bikini di Vico Equense, una storia di famiglia lunga 75 anni
La famiglia Scarselli è da tre generazioni custode di questo angolo di paradiso. Di anno in anno, il Bikini continua così a regalare esperienze a chi sceglie di frequentarlo, mantenendo intatto quel carattere identitario che lo ha reso un punto di riferimento della Penisola.
Come ci ha recentemente raccontato Giorgio Scarselli, nipote del fondatore, sono cambiate le epoche, le mode e le abitudini, ma il Bikini è rimasto sempre lì. La sua forza è stata proprio quella di sapersi adattare ai cambiamenti senza mai perdere la propria identità.
Le due piccole palme davanti alla spiaggia, idea del nonno di Giorgio e diventate nel tempo uno dei segni distintivi del Bikini, ancora oggi accolgono gli avventori e rappresentano un segno inequivocabile di questo luogo.
Nei decenni, prima il fondatore, poi il padre e oggi lo stesso Giorgio hanno costruito qualcosa che va ben oltre il semplice lido, ristorante o locale notturno. Hanno, in qualche modo, dettato le regole di un’idea di accoglienza che è diventata uno dei biglietti da visita della Penisola Sorrentina.
Tutto questo, puntando sempre su uno stile esclusivo ma raffinato, capace di adeguarsi alle mode senza inseguirle e, soprattutto, senza rinunciare alla propria originalità.


Il ristorante Bikini e una cucina che racconta il mare
Da anni, uno dei punti di forza del Bikini di Vico Equense, oltre naturalmente alla splendida spiaggia, è il ristorante fine dining, dove negli anni si sono avvicendati chef di alto livello, capaci di mantenere costantemente elevata la qualità dell’offerta gastronomica.
È probabilmente uno di quei luoghi nei quali non c’è bisogno di chiedersi se ci siano le stelle Michelin o se arriveranno. Il Bikini contribuisce, in maniera del tutto naturale, all’offerta della grande ristorazione della Penisola Sorrentina, quella capace di richiamare appassionati da tutto il mondo. E lo fa seguendo il proprio stile, senza forzature.
Il luogo, il panorama dominato dal Vesuvio e dal golfo, che fa da cornice anche quando la sera la vista sul mare lascia spazio alla moltitudine di luci che disegna l’orizzonte, fanno sì che una cena al Bikini si riveli sempre un appuntamento da vivere e, quando se ne presenta l’occasione, da ripetere.

Lo chef Pasquale Rinaldo e la sua cucina
Oggi alla guida della cucina c’è lo chef Pasquale Rinaldo, campano, forte di una lunga esperienza caprese e volto televisivo noto agli appassionati di programmi dedicati alla cucina.
Pasquale riesce a dare ai piatti del Bikini quella giusta dose di leggerezza e determinazione che porta a finire ogni portata con la voglia di assaggiarne ancora.
Inutile dire che il protagonista assoluto della tavola è il mare. La cucina non disdegna naturalmente i prodotti della terra, ma sono soprattutto il golfo, la Campania e il Mediterraneo a fornire la materia prima sulla quale lo chef costruisce il proprio percorso.
Sotto l’occhio attento e compiaciuto del patron Giorgio, il pesce viene trattato con rispetto e restituito al commensale attraverso piatti studiati ma sempre leggibili, nei quali tecnica e materia prima riescono a convivere senza sovrapporsi.
La cena al Bikini di Vico Equense
La nostra cena scorre veloce, a partire dal benvenuto dello chef, tra pane, burro e alici, ostriche mignon di Goro e chips al nero di seppia con maionese all’acqua di mare e buccia di lime.
Già dai primi assaggi emerge con chiarezza il rapporto che lega questa cucina al mare.
La selezione di crudi servita come antipasto racconta infatti molto del lavoro dello chef e del patron e, soprattutto, del rispetto riservato alla materia prima marina.
Mare, brace e fumo
Il percorso prosegue infatti con “Mare, brace e fumo”, una composizione che comprende tartare di tonno locale e di lampuga, uno strepitoso gambero di Crapolla, seppia e la ricciola affumicata nel limone pane della Penisola.
Un biglietto da visita perfetto e una vera dichiarazione d’amore per il mare, nella quale la sapidità del pesce azzurro e la dolcezza di seppia e gambero si alternano come i tasti bianchi e neri di un pianoforte ben accordato.


Il risotto allo zafferano
Avendo a tavola una persona celiaca, scegliamo una proposta adatta a tutti i commensali e lo chef propone un risotto allo zafferano con limone, timo e pesci di scoglio.
Una scelta più che apprezzata per la cottura perfetta del riso, per la selezione accurata dei pesci che accompagnano il piatto e per quella giusta freschezza donata dal limone, capace di rinfrescare il palato a ogni boccone.
Anche in questo caso la cucina riesce a raccontare il territorio senza appesantire la preparazione.
Centrolofo viola alla brace
Il rapporto con il mare riemerge nella scelta del pesce proposto come secondo.
Arriva il Centrolofo viola, in alcune zone più noto come “mupa”, cotto sulla brace viva e accompagnato da zucchine alla scapece, finocchio di mare e salsa di alici di Cetara.
Si tratta di un pesce osseo di fondale non troppo conosciuto, ma caratterizzato da carni molto pregiate. La cottura sulla brace ne valorizza la consistenza e il sapore, mentre gli elementi di accompagnamento costruiscono un piatto profondamente legato alla tradizione campana.


La pizza all’acqua di mare e il forno a legna
Ancor prima dei dolci arriva un assaggio decisamente spiazzante e, proprio per questo, piacevole.
È la pizza all’acqua di mare con provola affumicata dei Monti Lattari, cipolla marinata e lardo.
Una combinazione perfetta di ingredienti e sapori che richiama innanzitutto la tradizione un po’ terragna di queste zone e ci fa apprezzare ancora di più il bellissimo forno a legna che domina la sala interna del locale.
È un momento che rompe piacevolmente il ritmo della cena e riporta al centro una delle espressioni più immediate della cucina campana.


I dolci, tra Vesuvio e Campania
Una vera chicca è il pre-dessert, pensato per non fare torto a nessun commensale.
Gustiamo infatti un’ananas flambé con sale sloveno e aceto balsamico. Un boccone esplosivo, dolce e sapido al punto giusto, capace di preparare il palato all’ultimo capitolo della cena.
Con il dessert emerge ancora una volta il carattere vivace dello chef.
Il Pansquale, panettone con lievito madre, albicocca semicandita del Vesuvio e cioccolata del Madagascar, è sicuramente un dolce impegnativo dopo una cena importante. Tuttavia, complice un impasto soffice e profumato, si lascia gustare con grande golosità.
A chiudere il percorso arriva la piccola pasticceria, con sfogliatelle ricce e frolle che ci ricordano ancora una volta di essere a un passo da Napoli e con il Vesuvio lì, quasi a scandire le nostre giornate.

Un’esperienza tra panorama, cucina e accoglienza
A tutto questo bisogna aggiungere il Vesuvio, il golfo e un servizio di sala attento, ma mai invadente o ingessato.
C’è un padrone di casa presente ma discreto e una carta dei vini selezionata con attenzione, capace di portarvi in giro per il mondo oppure di accompagnarvi alla scoperta della Campania con grande naturalezza.
Ed è proprio qui che si trova una delle chiavi del successo del Bikini di Vico Equense.
La capacità di creare un’esperienza elegante senza far sentire l’ospite fuori posto. Un luogo nel quale poter essere tranquillamente se stessi e godersi ogni dettaglio, dalla vista alla tavola, passando per il servizio e per quella particolare atmosfera che il Bikini porta con sé da oltre settant’anni.
Il mare resta il protagonista, ma intorno al mare c’è una storia di famiglia, un modo di intendere l’ospitalità e una cucina che prova a raccontare la Campania con rispetto e personalità.
Il Bikini oggi
Il Bikini di Vico Equense è uno di quei luoghi che hanno superato la dimensione del semplice ristorante o stabilimento balneare per diventare parte integrante dell’identità di un territorio.
La cucina di Pasquale Rinaldo si inserisce perfettamente in questa storia, puntando sul mare e sulla materia prima campana con piatti leggibili, equilibrati e capaci di sorprendere.
A completare l’esperienza ci sono il panorama, la storia della famiglia Scarselli, l’atmosfera e un’accoglienza che non ha bisogno di ostentare per farsi ricordare.
Prezzi nella media della zona e conformi alla proposta e alla tipologia di ristorante
Per chi arriva in Penisola Sorrentina, dunque, il Bikini resta un appuntamento da segnare in agenda. Non soltanto per la cucina, ma per vivere quel particolare “modo di essere” che, dal 1952, continua a fare di questo angolo di Vico Equense un luogo riconoscibile e, soprattutto, difficile da dimenticare.
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