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Vino-italiano

Di Alessandra Persico

9 Agosto 2026

Di Alessandra Persico

9 Agosto 2026

Il vino italiano riprende a crescere sul mercato statunitense. Dopo mesi difficili, a luglio le esportazioni verso il primo mercato mondiale per il vino tricolore hanno registrato un nuovo segnale positivo, con una crescita che potrebbe proseguire anche ad agosto.

A fotografare l’andamento è l’Osservatorio dell’Unione italiana vini (Uiv), sulla base dei dati ufficiali. Nel mese di luglio il valore delle esportazioni è aumentato di quasi il 10% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre i volumi sono cresciuti dell’1,3%. Un altro dato incoraggiante riguarda il prezzo medio, salito di oltre l’8%.

Il risultato di luglio contribuisce così a ridurre, almeno in parte, il pesante divario accumulato nei primi mesi dell’anno. Alla fine di giugno la perdita complessiva rispetto al 2025 era del 14%; dopo i dati di luglio il calo si è ridotto all’11%. Secondo le stime di Uiv, ad agosto potrebbe scendere ulteriormente, arrivando intorno al 9,5%.

Numeri che lasciano intravedere un possibile recupero, ma che non bastano ancora per parlare di una vera inversione di rotta. Anche perché il confronto con l’estate dello scorso anno è particolarmente favorevole. Infatti, tra luglio e agosto 2025 le esportazioni italiane negli Stati Uniti avevano infatti subito una contrazione complessiva vicina al 30%.

«È presto per prefigurare una inversione di tendenza», osserva il segretario generale di Uiv, Paolo Castelletti, sottolineando che i consumi di vino negli Stati Uniti non mostrano ancora una ripartenza significativa. Il dato più interessante, però, è un altro: due mesi consecutivi con esportazioni in crescita non si vedevano dall’inizio del 2025.

Per il settore italiano si tratta quindi di un segnale da seguire con attenzione, anche in vista degli appuntamenti autunnali con gli operatori americani. Tra questi c’è Vinitaly a New York, in programma a ottobre, occasione importante per mantenere alta l’attenzione sul vino italiano in un mercato strategico.

Il quadro resta comunque complesso. Tra i principali elementi di incertezza ci sono l’indagine statunitense sulla possibile situazione di eccesso di offerta. Questo potrebbe aprire la strada a nuovi dazi, e un’inflazione ancora elevata, con effetti sul potere d’acquisto dei consumatori.

A pesare sui risultati del settore è anche il bilancio dell’ultima annata commerciale. Secondo Uiv, il cosiddetto “marketing year”, che va dal 1° agosto 2025 al 31 luglio 2026, si è chiuso per l’Italia con il risultato peggiore della storia recente. Considerando i valori al netto dell’inflazione, le esportazioni si sono fermate a 1,634 miliardi di euro, il dato più basso dal 2015-2016. Anche i volumi hanno toccato il minimo dello stesso periodo.

Rispetto alla media dei cinque anni commerciali precedenti, la differenza in termini reali è del 15% in meno. Il rimbalzo estivo rappresenta dunque una boccata d’ossigeno, ma la strada per tornare ai livelli passati resta ancora lunga.

Alessandra Persico

Napoletana, laureata in Culture digitali e della comunicazione, sono sempre alla ricerca di storie da raccontare. La scrittura è il mio modo di osservare e comprendere ciò che mi circonda, e di dare forma a ciò che sento. Nel food&beverage ritrovo una sensibilità che mi appartiene fatta di dettagli, ricordi e piccole meraviglie che amo cogliere e trasformare in parole.
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