La pizzeria Santucci riapre a Napoli in una nuova sede nel quartiere Vomero, in via Giotto 14. Dopo l’esperienza a Pozzuoli, nei pressi del Tempio di Serapide, Salvatore Santucci riporta il suo progetto nella città che ne ha segnato la formazione, scegliendo una zona centrale e residenziale per dare continuità a un percorso costruito tra ricerca sugli impasti, rispetto della tradizione napoletana e sperimentazione consapevole.


Salvatore Santucci: un nome della pizza napoletana contemporanea
Salvatore Santucci è uno dei nomi più conosciuti nel panorama della pizza napoletana contemporanea. Nel corso della sua carriera ha partecipato a diversi programmi televisivi, tra cui “Margherita e le sue sorelle” (Gambero Rosso TV) e “Il Boss delle Pizze” (Alice TV). È Maestro dell’Impasto, formatore del Gambero Rosso, Ambasciatore della Pizza Verace Napoletana nel mondo e istruttore dell’Associazione Verace Pizza Napoletana.
La sua non è una storia di tradizione familiare, ma sin da bambino ha coltivato una profonda passione per questo mestiere, iniziando a impastare già all’età di nove anni.
Formazione e esperienze internazionali
Dopo gli studi all’Istituto Alberghiero di Napoli e alla scuola ALMA di Gualtiero Marchesi, sviluppa un approccio più concreto alla materia. Negli anni porta la sua esperienza all’estero, dall’Europa all’Australia, fino alle Americhe, per poi tornare stabilmente a Napoli con un progetto personale.
La pizza di Santucci si può definire “verace napoletana alternativa”, caratterizzata da un cornicione soffice e un cuore sottile, tratti identitari della tradizione partenopea riletti in chiave contemporanea.


Ricerca sugli impasti e collaborazione scientifica
Uno degli elementi centrali del progetto è lo studio sugli impasti, sviluppati in collaborazione con mugnai e laboratori specializzati in fermentazione naturale, anche attraverso il dialogo con l’Università Federico II di Napoli. Accanto all’impasto verace napoletano trovano spazio quello al carbone vegetale, caratterizzato da una nota leggermente affumicata, l’impasto alla curcuma, quello integrale e multicereali – più rustico e profumato – e l’impasto con acqua di mare alimentare, pensato per preparazioni dai condimenti più delicati caratteristici del periodo primavera-estate, come i frutti di mare.
Al centro di tutto c’è il lievito madre, curato da oltre venticinque anni, affiancato da miscele di farine che cambiano in base alle stagioni. La filosofia è quella del “buono, sano e bello”, alla base anche dell’Officina degli Impasti, marchio fondato da Santucci per la formazione dei nuovi pizzaioli.


Abbinamenti e dialogo con la mixology
L’esperienza in pizzeria non si limita alla pizza. Grande attenzione è riservata anche agli abbinamenti, che spaziano dalla birra artigianale al vino, dalle bollicine ai cocktail. Santucci seleziona oli monovarietali campani e costruisce percorsi di degustazione che includono gin tonic, Negroni o champagne, con l’obiettivo di ampliare il dialogo tra pizza e mixology.
La serata di degustazione e l’iniziativa solidale
In occasione della riapertura, siamo stati a una serata di degustazione pensata come racconto del percorso professionale di Santucci, affiancata dall’annuncio di un evento solidale in programma il 26 gennaio a favore del Centro Clinico NeMo – Fondazione Serena Onlus, a sostegno delle persone con malattie neuromuscolari e neurodegenerative.
La degustazione si è aperta con bollicine di benvenuto abbinate a un calice di Franciacorta Mirabella e ai “Lapilli del Vesuvio”, frammenti di pizza con impasto al carbone vegetale. A seguire, la montanara alla Genovese, accompagnata da Gragnano Ottouve.
Il percorso è proseguito con una selezione di pizze rappresentative: la Margherita Verace con impasto tradizionale, la Marinera con impasto al carbone, la Gialla in Crosta con impasto alla curcuma e la Fossa & Fichi con impasto ai cereali, ciascuna abbinata a birre, vini o cocktail studiati per l’occasione.
In chiusura, una proposta di pasticceria e distillazione partenopea, tra Caprese croccante, Crostiera e Gocce di Cazzimma, liquore amaro dal sentore mandorlato.
Un progetto che unisce ricerca e impegno sociale
Con la nuova apertura al Vomero, Salvatore Santucci consolida un progetto costruito nel tempo che unisce artigianalità, studio e divulgazione, in cui la pizza diventa strumento di racconto, sperimentazione e, come dimostrato dall’iniziativa solidale, anche di impegno sociale.
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