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Alla fiera internazionale di Stoccarda, tra padiglioni affollati di operatori Ho.Re.Ca., profumi di cotture e tecnologie per la ristorazione, quest’anno ha trovato spazio un racconto profondamente sardo.

A portarlo in questa sede è stato il maestro pizzaiolo Giovanni Cauli, protagonista di un’esperienza professionale e culturale che ha intrecciato competizioni, dimostrazioni tecniche e valorizzazione della filiera cerealicola isolana.

L’occasione è stata “Intergastra”, la manifestazione di riferimento in Germania per i settori ospitalità, gastronomia e foodservice, ospitata negli spazi della Messe Stuttgart di Stoccarda.

Qui, dal 7 all’11 febbraio 2026, si sono incontrati produttori, chef, pizzaioli, costruttori di attrezzature e buyer da tutta Europa, in un contesto dove il cibo è insieme business, cultura materiale e linguaggio identitario.

La Pizza Europa Liga: un campionato per valorizzare il mestiere

All’interno di questo scenario si è svolta la Pizza Europa Liga, campionato europeo nato con l’obiettivo preciso di dare centralità al lavoro del pizzaiolo, alla sua manualità e alla correttezza delle valutazioni. Non solo spettacolo, dunque, ma un sistema di giudizio trasparente e strutturato.

Il format è stato pensato per essere chiaro e meritocratico. Le giurie erano organizzate in tre postazioni, ciascuna composta da altrettanti professionisti dell’arte bianca. Ogni banco valutava in modo indipendente, secondo parametri legati a lavorazione, stesura, cottura, equilibrio degli ingredienti e presentazione finale.

Le categorie principali erano due: pizza classica e pizza napoletana, a cui si affiancavano altre sezioni collaterali. La struttura del campionato si è sviluppata su tre giornate:

  • Una giornata dedicata agli amatori, con circa 32 iscritti, segnale di quanto la pizza sia ormai patrimonio condiviso anche oltre la sfera professionale.
  • La giornata della competizione europea vera e propria, con oltre 70 partecipanti.
  • La Morello Cup, competizione speciale focalizzata sulle competenze di cottura e sulla gestione del forno, interpretata in modo creativo dai concorrenti.

Giovanni Cauli ha ricoperto un doppio ruolo, quello di organizzatore della manifestazione e quello di presidente di giuria. Un compito delicato, che ha richiesto coordinamento costante tra giurati, gestione dei tempi, supporto ai concorrenti e supervisione delle aree di cottura.

«Era fondamentale garantire una valutazione pulita, alla luce del sole – racconta –. I concorrenti dovevano sentirsi giudicati per ciò che facevano davvero sul banco e davanti al forno». Un’impostazione che, a suo dire, è stata percepita positivamente dai partecipanti, molti dei quali hanno chiesto di riproporre il campionato negli anni futuri.

Partecipazione internazionale e spirito inclusivo

Sebbene la presenza italiana sia stata predominante – soprattutto di pizzaioli italiani residenti in Germania – la competizione era aperta a tutto il panorama europeo. Sono arrivati partecipanti dalla Svizzera e da paesi confinanti, contribuendo a creare un clima di confronto professionale tra scuole e stili diversi.

Uno degli aspetti più sottolineati da Giovanni Cauli è stato l’abbattimento dei pregiudizi anagrafici o di carriera. Tra i premiati figurano sia giovani pizzaioli agli inizi sia professionisti con decenni di esperienza. «Abbiamo premiato chi ha lavorato meglio in quel momento – spiega – dal più giovane, a un professionista di quasi settant’anni che ha presentato una pizza straordinaria».

Accanto ai podi delle varie categorie (primo, secondo e terzo posto per amatori, Pizza Europa Liga e Morello Cup), sono stati assegnati anche riconoscimenti speciali a sei pizzaioli distintisi per pulizia, esecuzione e tecnica di lavorazione, selezionati in collaborazione con realtà del settore legate al mondo della pizza.

Il ruolo della tecnologia: i forni professionali

Un capitolo centrale della manifestazione ha riguardato le tecnologie di cottura. Partner tecnico di riferimento è stata la Morello Forni, azienda che dal 1969 progetta e realizza forni professionali per pizza.

Nel corso dei decenni l’azienda ha sviluppato soluzioni che combinano ricerca tecnica, affidabilità e attenzione ai consumi. Forni a legna con platea riscaldata a gas, sistemi ibridi gas-legna ed elettrico-legna, forni a platea rotante e, dagli anni Duemila, la serie FRV Evento, forni elettrici rotanti pensati per offrire alte prestazioni e semplicità di utilizzo.

La gamma comprende modelli a legna, gas ed elettrici, in versioni statiche o rotanti, con progettazione e montaggio seguiti internamente. Tra le soluzioni più attuali figurano i filtri antinquinamento a tripla azione, studiati per ridurre le emissioni e aumentare la sicurezza delle canne fumarie, tema sempre più rilevante nelle grandi città europee.

La Morello Cup, patrocinata dall’azienda, ha messo al centro il rapporto tra pizzaiolo e forno, valutando la gestione della temperatura, le tempistiche e non ultima, la capacità di leggere il comportamento dell’impasto in cottura.

Una vetrina per la filiera del grano sardo

Oltre all’aspetto competitivo, la presenza sarda si è espressa in modo forte sul piano agroalimentare. Nel padiglione dedicato alla Pizza Europa Liga è stato dato spazio a diverse aziende, dalle impastatrici professionali alla refrigerazione, dal mondo brassicolo ai prodotti agricoli.

È qui che entra in gioco la filiera del grano sardo, rappresentata da Sardo Sole e dalla Sinis Agricola, realtà impegnate nella produzione e trasformazione di cereali coltivati in Sardegna.

Protagonista delle degustazioni è stata la Pisarda, definita da Giovanni Cauli “la pinsa dal cuore sardo”. Una “schiacciata” identitaria, pensata per raccontare attraverso l’impasto il carattere dell’isola. Non un semplice prodotto da assaggio, ma un vero veicolo narrativo della cerealicoltura locale.

Infatti, la Pisarda è stata presentata ai presenti come una vera grande novità del mercato perché realizzata con “Il Tenero Sardo”, la preziosa farina di grano tenero prodotta in Sardegna dalla Sinis Agricola, Consorzio Terre dei Giganti. Una scelta che va nella direzione della tracciabilità e della valorizzazione delle materie prime locali, sempre più ricercate anche nei mercati esteri.

Durante il “Pizza Fest” si è tenuto, a conclusione delle gare, una sorta di momento conviviale interno alla fiera dove operatori e ospiti internazionali hanno potuto degustare la Pisarda, il pane carasau, l’olio sardo e altre specialità.

Il riscontro è stato molto positivo. «Carasau e Pisarda sono stati apprezzati in modo importante», sottolinea Giovanni Cauli, evidenziando come il pubblico internazionale sia sempre più curioso verso prodotti con una forte identità territoriale.

Pizza come identità e responsabilità

Per Giovanni Cauli, la Pizza Europa Liga non è solo un progetto professionale. È un modo per parlare di appartenenza e responsabilità verso il territorio. Portare a Stoccarda i prodotti della filiera cerealicola sarda ha significato proporre non solo nuovi ingredienti, ma storie di lavoro agricolo, trasformazione e strutturate competenze locali.

In un contesto fieristico dove spesso dominano numeri, contratti e innovazioni tecniche, questo approccio introduce una dimensione culturale, ovvero mostra il cibo come espressione di comunità. La pizza, in questo senso, diventa una piattaforma narrativa. Attraverso un impasto si può parlare di grani, di clima, di paesaggi agrari, di scelte produttive. Si può costruire un ponte tra chi coltiva e chi trasforma, tra campi e forni, tra Sardegna ed Europa.

Uno sguardo al futuro

L’esperienza di “Intergastra” e della Pizza Europa Liga sembra destinata ad avere seguito. I concorrenti hanno mostrato interesse a tornare, gli organizzatori pensano già a edizioni future e la rete di collaborazioni costruita attorno all’evento potrebbe ampliarsi.

Tra i collaboratori citati da Giovanni Cauli ci sono Paolo Monaco, che ha affiancato il coordinamento delle giurie e dei forni, supportando la gestione di una macchina organizzativa tutt’altro che semplice e Claudio Ranieri che ha dato un prezioso contributo a tutta l’organizzazione.

Se le prossime edizioni sapranno coinvolgere ancora più Paesi europei, la competizione potrebbe diventare un osservatorio interessante sulle evoluzioni della pizza nel continente con un approfondimento su tecniche, gusti e materie prime.

Per la Sardegna, intanto, questa esperienza rappresenta già un risultato concreto, quello di aver portato in una delle principali fiere europee non solo pizzaioli, ma anche grani, farine e prodotti simbolo dell’isola.

In un mercato globale dove la pizza è spesso standardizzata, raccontare la specificità di una filiera locale è una scelta strategica. E, a giudicare dall’interesse raccolto a Stoccarda, anche una scelta che parla una lingua compresa ben oltre il Mediterraneo.

Pizza Europa Liga Link

Intergastra Link

Sara Sanna

Caporedattore
Sarda, scrive da sempre di enogastronomia, da qualche anno in modo professionale. La passione per questi argomenti è una eredità preziosa della sua famiglia dove le tradizioni culturali si sono radicate in simbiosi col piacere di condividere e di godere della scoperta del buon cibo.
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