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Di Eridion Gjetja

29 Giugno 2026

Di Eridion Gjetja

29 Giugno 2026

Dalla leggenda al fumetto

Da figura oscura delle leggende popolari a protagonista di un’avventura pensata per i più piccoli. Con Mommoteddu, lo scrittore Nicola Ledda e l’illustratrice Sara Dal Cortivo rileggono uno dei personaggi più noti dell’immaginario tradizionale sardo, trasformandolo in un racconto capace di parlare ai bambini di oggi attraverso la lingua sarda, il fumetto e le emozioni.

L’idea nasce dall’esperienza diretta di Ledda, insegnante di lingua sarda impegnato in progetti scolastici e attività nelle biblioteche. Lavorando quotidianamente con bambini e ragazzi, l’autore si è reso conto di quanto fosse limitata l’offerta di storie in lingua sarda dedicate all’infanzia.

Un racconto in sardo dal respiro universale

Fin dalla fase di ideazione, tuttavia, ha immaginato il racconto in una prospettiva più ampia, scegliendo di scriverlo in sardo ma ambientandolo in un universo narrativo fantastico.  Anche il protagonista è concepito come un personaggio dal respiro internazionale, svincolato da una specifica identità territoriale. Alla base di questa scelta vi è l’idea del sardo come una lingua del mondo, capace di farsi veicolo di qualsiasi storia e di rivolgersi a tutti.

Il personaggio scelto è il Mommoti, o Bobboti, presenza ricorrente nel folklore sardo. Per generazioni è stato evocato dagli adulti come creatura notturna incaricata di spaventare i bambini disobbedienti. Nel fumetto, tuttavia, quella figura perde i suoi tratti minacciosi e si trasforma in Mommoteddu, un piccolo fantasmino nero, curioso e ostinato, che affronta il mondo con una miscela di coraggio e incoscienza.

Un viaggio di crescita

La storia segue il protagonista nel momento in cui decide di sfidare le paure che tutti gli raccontano. Convinto che i pericoli esistano soltanto nelle storie degli adulti, intraprende un viaggio che lo porterà lontano dalle sue certezze e dentro un universo fatto di incontri inattesi, amicizie e prove da superare. Più che un racconto dell’orrore, il fumetto diventa così un percorso di crescita che affronta temi come la paura, la curiosità, l’autonomia e la scoperta di sé.

Il lavoro sull’identità di Mommoteddu

Per Sara Dal Cortivo il progetto ha rappresentato una sfida immediatamente convincente. L’illustratrice cagliaritana racconta di aver accettato la proposta fin dalla prima lettura, colpita dalla forza narrativa del personaggio e dalle sue potenzialità. «Il character design è nato praticamente subito», spiega. «L’ho visualizzato immediatamente. Sono quei casi in cui il personaggio prende vita nella tua mente e capisci che può funzionare. Se non avessi sentito quell’energia, probabilmente non sarei riuscita a disegnarlo».

Alla base del lavoro grafico c’è anche una riflessione sul rapporto tra tradizione e contemporaneità. Pur partendo da una figura tipica del patrimonio culturale sardo, Dal Cortivo ha cercato di evitare una rappresentazione legata agli stereotipi più consueti, preferendo un personaggio capace di suscitare empatia e affezione. «L’obiettivo era creare una creatura che mantenesse un legame con le radici culturali dell’isola ma che potesse essere compresa e apprezzata anche oltre i confini regionali».

Le ispirazioni artistiche

Non a caso, tra le influenze dichiarate dall’artista emergono due nomi centrali dell’immaginario contemporaneo: Tim Burton e Hayao Miyazaki. «Miyazaki prende figure e racconti della tradizione giapponese e li rende universali attraverso storie che parlano a tutti», osserva l’illustratrice. Una filosofia che ha guidato anche la costruzione di Mommoteddu, pensato come ambasciatore della lingua e della cultura sarda ma allo stesso tempo come personaggio capace di affrontare temi condivisi da ogni bambino.

Tradizione e nuovi immaginari

Il risultato è un’opera che unisce valorizzazione linguistica e narrazione contemporanea. Da un lato risponde alla necessità di ampliare l’offerta di letture in sardo per l’infanzia; dall’altro propone una nuova interpretazione del patrimonio folklorico dell’isola, dimostrando come le tradizioni possano essere rinnovate senza perdere la propria identità.

In questo senso Mommoteddu non rappresenta soltanto il recupero di una figura del passato, ma il tentativo di costruire nuovi immaginari per le generazioni più giovani, utilizzando il fumetto come ponte tra memoria collettiva, creatività e futuro.

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Eridion Gjetja

Albanese di nascita ma sardo d’adozione, da molti anni vive a Cagliari dove si è laureato in Storia e Società. Giornalista, (albo stranieri) da sempre affascinato dalle cronache del passato, ama il mare, la scrittura, ma soprattutto il buon cibo. Dal 2018 collabora con il quotidiano albanese Koha Jonë con l’intento di raccontare la Sardegna ai loro lettori.
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