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Una cena solidale curata dai discepoli dell’associazione Georges Auguste Escoffier per costruire relazioni

Domenica 8 marzo 2026, è stata una giornata particolare non solo per una data memorabile per la Donna, ma perché è stata organizzata e realizzata la cena solidale “Accanto a chi non ha molto”. La cena ha visto anche la partecipazione dei Discepoli Escoffier, aggiungendo prestigio all’evento.

I discepoli dell’associazione Georges Auguste Escoffier, della delegazione Campana, hanno infatti, impreziosito la serata con la loro arte, offrendo un momento conviviale dedicato agli ospiti e amici senza fissa dimora, della Comunità delle Genti, struttura gestita dalla Cooperativa Accoglienza Vincenziana allocata a Napoli.

Un appuntamento che va oltre la dimensione dell’evento per trasformarsi in esperienza di ascolto, dialogo e restituzione di dignità. Attraverso la cucina, intesa come atto di prossimità e strumento di inclusione, tale iniziativa intende costruire un’esperienza autentica di aggregazione, capace di rompere l’isolamento sociale e restituire centralità alla persona.

In un tempo segnato da fragilità crescenti e nuove povertà, il gesto dei discepoli della scuola mondiale “Escoffier” assume un valore simbolico e concreto con il cibo che diventa ponte tra mondi diversi, occasione di incontro e spazio di speranza.

Ospite particolare della serata è stato lo chef Fabrizio De Simone dell’Hotel Angiolieri di Vico Equense, la cui partecipazione ha arricchito ulteriormente l’iniziativa, sottolineando come: “la grande cucina possa e debba farsi strumento di responsabilità sociale. Un impegno che supera i confini dell’eccellenza gastronomica per tradursi in gesto concreto di attenzione, rispetto e condivisione.

La Comunità delle Genti, accoglienza e percorsi di rinascita

La Comunità delle Genti, è caratterizzata da spirito di accoglienza, dignità e fautrice di percorsi di rinascita. Al centro del progetto vi è l’opera quotidiana della Comunità, struttura residenziale di accoglienza per persone senza fissa dimora, nata per volontà del cardinale Crescenzio Sepe, in collaborazione con la Fondazione Ritiro S.M. del Gran Trionfo e la Caritas Diocesana di Napoli.

Un presidio umano e sociale che rappresenta oggi un punto di riferimento significativo per il territorio partenopeo. Situata in via Peppino De Filippo, a Napoli, la Comunità può ospitare fino a 75 persone, molte delle quali vivono condizioni di estrema vulnerabilità date da patologie sanitarie, dipendenze, disturbi psichici o gravi situazioni di marginalità sociale.

In convenzione con il Comune di Napoli, la struttura accoglie anche detenuti in permesso premio, offrendo loro un contesto protetto e strutturato, orientato alla responsabilizzazione e al reinserimento sociale. La gestione è affidata alla Cooperativa Accoglienza Vincenziana, realtà radicata nel territorio e impegnata nella promozione sociale secondo il carisma vincenziano. A guidarne l’azione è suor Giovanna Pantaleo, rappresentante legale della cooperativa, con un costante orientamento alla tutela dei diritti, all’inclusione e alla centralità della persona.

Un accompagnamento sociale e umano

L’intervento educativo e sociale non si limita all’accoglienza materiale. Ogni ospite viene accompagnato in un percorso personalizzato che comprende supporto burocratico e legale, assistenza sanitaria, consulenze psicologiche, orientamento lavorativo e accesso a sportelli di ascolto. Un lavoro capillare che mira a costruire stabilità, rafforzare l’autostima e riattivare le risorse individuali, in sinergia con le opportunità offerte dal territorio.

L’eredità di Auguste Escoffier

Ed è con questi sentimenti sono stati ereditati il buon esempio dello chef per eccellenza un pioniere futuristico quale è stato Auguste Escoffier, dando così forza e per l’impegno alla delegazione campana per questa particolare serata. L’iniziativa si inserisce pienamente nello spirito dell’Associazione Internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier, fondata nel 1954 per custodire e tramandare l’eredità del grande maestro della cucina moderna, universalmente riconosciuto come “il cuoco dei re, il re dei cuochi”.

Escoffier non fu soltanto un innovatore straordinario dell’arte culinaria, ma anche un pioniere dell’etica professionale applicata alla gastronomia, infatti, per lui la cucina era servizio, disciplina, rispetto della persona e responsabilità sociale. Un pensiero che ancora oggi guida l’azione dei Discepoli in oltre quaranta Paesi del mondo.

La Delegazione Campania e l’impegno sociale

La Delegazione Campania dell’associazione rappresenta una delle realtà più dinamiche del panorama nazionale. Attraverso attività formative, eventi culturali e iniziative solidali, promuove una visione della cucina che coniuga tradizione, innovazione e impegno sociale, valorizzando il patrimonio gastronomico territoriale e sostenendo progetti di inclusione rivolti alle fasce più fragili della popolazione.

Nel solco di questa eredità, la cena solidale “Accanto a chi non ha molto” diventa espressione concreta di una filosofia che considera il cibo non solo come piacere o tecnica, ma come strumento di relazione, dignità e giustizia sociale.

Gli chef protagonisti della serata

L’iniziativa è stata sorretta dall’intero direttivo dell’Associazione Escoffier, dal presidente Salvatore Manzo affiancato dal vicepresidente Vincenzo Nappi e dalla Tesoriera Enrica Panariello. Cuore pulsante della serata, la presenza di numerosi chef che rappresentano i discepoli di Escoffier nel panorama gastronomico internazionale, tra essi: Lella Gallifuoco, Salvatore Astarita, Luigi Accuzzo (aiuto di De Simone).

Vincenzo Nappi ha sottolineato: “è un onore essere qui a questa cena benefica, ben organizzata dalla tesoriera Chef Enrica Panariello, trovo in questo evento una forte emozione per il significato in se, oltremodo è un piacere ritrovarsi con questa bella famiglia fatta da colleghi, con la gente che ha bisogno ed esigenze diverse, in questi eventi i discepoli di Escoffier saranno sempre presenti a sostenere l’umano bisogno.”

Il sostegno di Villa Doria

A giocare un ruolo fondamentale nella realizzazione dell’evento è stata Villa Doria di Vincenzo Nappi, con sede a Capodimonte che ha supportato concretamente questa lodevole iniziativa mettendo a disposizione sia la prestigiosa struttura che contribuendo alla buona riuscita della serata.

Quando il cibo costruisce comunità 

Quando il cibo costruisce comunità, in questo contesto, l’incontro tra chef e ospiti della Comunità delle Genti, ha assunto un valore che va oltre il gesto simbolico: è un atto di prossimità reale, capace di generare legami, restituire fiducia e riattivare speranza.

Enrica Panariello coordinatrice della serata si è spesa in prima persona affinché tutto potesse andare a buon fine: “in questo giorno cosi particolare e ricco di significati quale la festa della donna, è stato un vero privilegio coordinare le due realtà, ovvero l’Associazione Auguste Escoffier e l’associazione vincenziana per un fine cosi nobile, e mettersi a disposizione per le persone che sono state meno fortunate nella vita. Mettere a disposizioni altrui la propria competenza e professione è qualcosa che ti arricchisce… Attraverso questo evento cerchiamo di donare un sorriso e un momento diverso.     

Perché accanto a chi non ha molto, spesso basta un gesto autentico per restituire dignità, ascolto e la possibilità di sentirsi, ancora una volta, parte di una comunità.

Comunità delle Genti Link

Uomo in terrazza con vista sul Vesuvio al tramonto.

Raffaele Fattopace

Giornalista pubblicista, di origini casertane e da anni racconta cosa accade nel mondo. Laureato in Scienze Politiche delle Relazioni Internazionali, si occupa di Politica Internazionale, analizzando scenari globali con particolare attenzione alle dinamiche geopolitiche e alle loro implicazioni. Ha una forte passione per il Diritto Internazionale Umanitario, che guida il suo lavoro nell’interpretare conflitti, crisi e strategie diplomatiche. Il suo obiettivo è offrire un’analisi chiara e approfondita, andando oltre la superficie delle notizie.
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