A Napoli ci sono posti dove si beve bene.
E poi ci sono posti dove succedono magie mentre si beve bene.
Astronomia Bar Segreto appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Non è un luogo che si limita a servire cocktail, è una realtà che ti invita a rallentare, a guardarti intorno, a entrare in una storia prima ancora che in un locale. È uno di quei posti che non si attraversano, si abitano, anche solo per una sera.
Avete mai guardato il cielo e cominciato a immaginare? A seguire con lo sguardo le stelle e a chiedervi cosa ci sia davvero lassù, quanto sia lontano, quanto sia misteriosamente vicino? È esattamente quella sensazione che Astronomia prova a trasformare in esperienza con la nuova drink list, coinvolgendovi in un viaggio intorno ai pianeti, intorno al Sistema Solare, ma soprattutto dentro un’idea di meraviglia.


Una porta nascosta, un altro mondo
Astronomia è, prima di tutto, un luogo che si scopre. Si entra da una gastronomia in via Ferdinando del Carretto, uno spazio che di giorno vive la sua dimensione quotidiana, semplice, cittadina. Poi c’è una porta che non ti aspetti. La attraversi, scendi le scale, e con ogni gradino hai la sensazione fisica di stare lasciando fuori qualcosa: il rumore, la fretta, il ritmo della città.
Sotto, ti aspetta uno speakeasy nel senso più autentico del termine, uno spazio nascosto, raccolto, intimo, dove il tempo sembra prendere un’altra forma. Non è un locale che cerca di stupire a tutti i costi, è un posto che ti accoglie, e lo fa con naturalezza.

Hospitality: l’arte di far sentire l’ospite al centro
Qui tutto ruota attorno a un’idea molto precisa di hospitality, non come etichetta, ma come modo di stare con le persone. Significa pensare all’esperienza dell’ospite dall’inizio alla fine, accompagnarlo, metterlo a suo agio, farlo sentire nel posto giusto senza mai essere invadenti.
Da Astronomia questa attenzione si percepisce, non c’è nulla di affrettato, nulla di meccanico. Ogni passaggio è costruito per dare spazio al tempo, alla scelta, alla curiosità. È un’ospitalità fatta di equilibrio, di misura, di dettagli che lavorano in silenzio e che rendono l’esperienza più profonda, più personale.
In questo equilibrio si sente la mano e la visione di Manuel Falconi, bar manager del locale. Non solo come figura tecnica, ma come interprete di un’idea di miscelazione che dialoga con lo spazio e con l’esperienza dell’ospite. La drink list diventa così uno strumento narrativo prima ancora che una proposta di bevuta, pensata per accompagnare chi entra dentro un percorso, non solo verso un cocktail.
Ma Astronomia è anche, e soprattutto, un lavoro di squadra. Ogni membro del team, dietro al bancone e in sala, condivide e rispetta la stessa idea di accoglienza e di hospitality che è diventata la firma del locale. Si sente nel modo in cui vieni accolto, in come ti viene raccontato un drink, in come ti accompagnano nella scelta senza mai forzare i tempi. È un lavoro di gruppo condiviso, costante, partecipato, che rende l’esperienza coerente dall’inizio alla fine e che fa davvero la differenza.

Il cielo come mappa: la nuova drink list
La nuova drink list di Astronomia non si legge, si esplora. Non c’è un semplice menù, ma un vero e proprio cofanetto, uno scrigno di carte che raccontano un viaggio, e ogni cocktail porta il nome di un corpo celeste. Non solo per suggestione, ma per costruire un percorso, una geografia immaginaria da attraversare.
Le tappe toccano il Sistema Solare in più punti: Venere, Marte, Mercurio, Nettuno, la Terra, i satelliti, il Sole… e non solo. Non è un elenco chiuso, ma una costellazione di possibilità, un invito a scegliere la propria rotta più che una semplice bevanda.
Ogni drink viene presentato con le sue carte, con le sue informazioni, con il suo universo di riferimenti. Non è solo una scelta di gusto, è una scelta di direzione. Prima ancora di ordinare, stai scegliendo dove andare.
C’è un’idea precisa dietro questo modo di raccontare i cocktail, ovvero invitare chi entra, a prendersi il tempo di esplorare, di farsi incuriosire, di lasciarsi guidare dal racconto prima ancora che dall’abitudine.

Il mio viaggio è cominciato dal Sole
La verità è che non sapevo cosa scegliere. Davanti a quella mappa di pianeti, a quelle carte, a quell’idea di viaggio, ero più incuriosita che sicura. Ed è stato proprio in quel momento che ho capito davvero cosa significa essere accompagnati in un’esperienza.
Parlando dei miei gusti, di cosa mi piace bere, di che tipo di sensazioni cercavo, è stato Manuel a guidarmi nella scelta. Senza forzature, senza formule preconfezionate e alla fine mi ha proposto il Sole. Ha centrato in pieno.
Il mio viaggio dentro Astronomia è partito così, non da una decisione solitaria, ma da un dialogo, da un ascolto, da qualcuno che ha saputo tradurre un’idea vaga in un bicchiere preciso. Ed è in quel momento che capisci che qui il cocktail non è solo un prodotto, è una tappa, è un passaggio, è un modo di entrare davvero nell’esperienza.

Scendere le scale, uscire dal tempo
Mentre sei lì sotto, il tempo cambia ritmo. Fuori Napoli continua a essere Napoli, con la sua energia e il suo rumore. Qui sotto, invece, si abbassa il volume del mondo. Si parla piano. Si osserva. Si resta.
In fondo, alziamo gli occhi al cielo per lo stesso motivo per cui alziamo un bicchiere, per celebrare un momento, per sentirci parte di qualcosa di più grande, per condividere.
Astronomia prende questa idea e la trasforma in spazio, in esperienza, in percorso. E se, risalendo quelle scale, ti senti un po’ più leggero, un po’ più curioso, un po’ più vicino alle stelle… allora sì, non sei stato solo in un bar. Sei stato in viaggio. Spaziale.
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