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Per raccontare il territorio di Arborea bisogna cominciare dalla campagna

Non per l’ennesima narrazione bucolica che spesso accompagna il mondo agricolo, ma perché è stata proprio la terra a determinare il destino di quest’area della Sardegna centro-occidentale.

Qui, dove la pianura si apre in una distesa ordinata di campi coltivati, serre, allevamenti e canali di bonifica, il settore primario non rappresenta semplicemente una componente dell’economia locale. È il risultato di una visione costruita nel tempo, di generazioni che hanno investito lavoro, competenze e fiducia in un progetto collettivo che continua sistematicamente a evolversi.

Arborea viene spesso indicata come uno dei poli agricoli più avanzati della Sardegna e non è difficile comprenderne il motivo. Chi la osserva dall’esterno vede un sistema produttivo organizzato, efficiente e capace di innovare. Chi la vive quotidianamente sa invece che dietro ogni azienda, ogni raccolto e ogni allevamento esiste una trama più complessa fatta di relazioni, collaborazione e responsabilità condivise.

È all’interno di questo contesto che si inserisce la storia di Produttori Arborea, Cooperativa nata nel 1955 e cresciuta insieme al paesaggio rurale che la ospita. Oggi rappresenta uno dei principali riferimenti dell’agroalimentare regionale e negli ultimi anni ha attraversato una fase di sviluppo significativa, raggiungendo i 92 milioni di euro di fatturato e ampliando in modo consistente la propria base associativa.

I numeri raccontano una crescita evidente, ma non spiegano da soli ciò che sta accadendo.

Credo che la domanda da porsi sia questa: “perché, in un periodo storico nel quale fare agricoltura richiede corposi investimenti, competenze tecniche ancora più specifiche e una continua capacità di adattamento, sempre più produttori scelgono di entrare a far parte della Cooperativa?”

La risposta non riguarda soltanto gli aspetti economici.

Una rete che continua ad allargarsi

Negli ultimi mesi gli associati sono passati da circa 220 a quasi 290. Un incremento che racconta il bisogno impellente di costruire reti solide in un settore che per troppo tempo è stato descritto esclusivamente con la sottolineatura le sue difficoltà.

Per anni, il mondo agricolo sardo è stato raccontato da crisi di mercato, margini ridotti, ricambio generazionale problematico, cambiamenti climatici e crescente incertezza. Una narrazione che contiene elementi di verità, ma che rischia di oscurare le esperienze capaci di dimostrare come esistano anche percorsi differenti.

Produttori Arborea sembra collocarsi proprio in questa prospettiva.

Non a caso, per lungo tempo, molti soci hanno continuato a chiamarla semplicemente “la Cooperativa Servizi”. Un’espressione che racconta bene la sua funzione originaria e che conserva ancora oggi una sorprendente attualità.

La Cooperativa, infatti, non si limita a coltivare, raccogliere e vendere prodotti. Accompagna gli associati lungo l’intero iter colturale e commerciale, offrendo supporto tecnico, consulenza, programmazione e assistenza specialistica. Un lavoro spesso invisibile agli occhi del consumatore ma fondamentale per comprendere il funzionamento dell’intero sistema.

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Lavorare insieme lungo tutta la filiera

Nel comparto ortofrutticolo, ad esempio, il rapporto con il produttore inizia molto prima che il raccolto arrivi sugli scaffali. I tecnici agronomi affiancano gli associati nella pianificazione delle coltivazioni, nella scelta delle varietà, nell’organizzazione delle semine e nel monitoraggio delle diverse fasi lavorative. Nulla viene improvvisato e ogni decisione si inserisce all’interno di una gestione condivisa, generando un modello che innesca benefici in diverse direzioni.

Da una parte l’agricoltore non viene lasciato solo ad affrontare problematiche sempre più complesse, dall’altra il consumatore può contare su una filiera organizzata, monitorata e tracciabile.

Questa impostazione trova una delle sue espressioni più concrete nel riconoscimento di Organizzazione di Produttori (OP), ottenuto nel comparto ortofrutticolo già nel 2004 e nel comparto pataticolo nel 2018, dove la Produttori Arborea rappresenta il principale punto di riferimento in Sardegna.

Per la Cooperativa non si è trattato di una svolta improvvisa, ma della naturale evoluzione di un percorso costruito nel tempo. Del resto, l’idea di mettere in rete competenze, produzioni e obiettivi comuni, appartiene da sempre alla sua identità.

L’essere parte di una OP consente di concentrare l’offerta, programmare le produzioni e rafforzare la posizione delle aziende associate in un contesto sempre più complesso. Grazie al lavoro dei tecnici di campo, dei responsabili di stabilimento e a una pianificazione condivisa, i produttori possono ottimizzare le risorse, contenere i costi e affrontare le sfide del settore con maggiore solidità.

A questo si aggiunge la possibilità di accedere a strumenti di sostegno e finanziamento che favoriscono gli investimenti e accompagnano lo sviluppo delle singole aziende agricole.

Ancora una volta emerge un principio che attraversa l’intera esperienza della cooperativa, quello di creare condizioni che consentano ai produttori di affrontare le sfide del presente con una forza organizzativa che difficilmente potrebbero costruire da soli.

Fiducia, trasparenza e valore delle relazioni

Parlando con Ilaria Pinna, responsabile marketing e comunicazione della Cooperativa, emerge con chiarezza un concetto che attraversa gran parte dell’esperienza di Produttori Arborea, ovvero la capacità di costruire relazioni di fiducia lungo ogni fase del percorso, che porta un prodotto dal campo al consumatore.

Arrivata in azienda nel 2023, la sua prospettiva è particolarmente interessante perché unisce competenza professionale e conoscenza diretta della realtà locale. Nata e cresciuta ad Arborea, figlia di un ex socio, Ilaria ha vissuto questo mondo da molto prima di entrarvi come collaboratrice e lo racconta con lo sguardo di chi ne comprende, sia i meccanismi organizzativi che le dinamiche umane.

È da qui che prende forma il concetto di filiera.

Un termine spesso utilizzato in modo tecnico, ma che nella sua accezione più concreta riguarda la possibilità di conoscere l’origine dei prodotti, il lavoro che li accompagna e le persone che ne garantiscono la qualità.

Il consumatore è sempre più immerso in una quantità crescente di notizie, in alcuni casi contraddittorie. Tra slogan pubblicitari, allarmi alimentari, etichette difficili da interpretare e messaggi costruiti più per vendere che per informare, distinguere ciò che è realmente affidabile è diventato sempre più complicato.

Quando la tracciabilità diventa garanzia

In questo scenario, monitorare il percorso che compie un prodotto, comprendere quali controlli vengono effettuati e quali professionalità intervengono lungo l’intero processo prima di arrivare sugli scaffali, significa recuperare una credibilità che negli anni si è progressivamente indebolita.

La filiera costruita da Produttori Arborea nasce proprio da questa esigenza.

I soci ortofrutticoli operano prevalentemente nel territorio di Arborea e nelle aree limitrofe. Tutti aderiscono ai disciplinari regionali di produzione integrata e possono contare sul supporto costante dei tecnici della Cooperativa. Il risultato è un sistema nel quale il controllo non rappresenta un vincolo, ma una garanzia sia per chi produce sia per chi acquista, aspetto che assume un valore crescente in un periodo in cui, trasparenza e tracciabilità sono diventate componenti essenziali del rapporto tra produttore e consumatore.

Nuovi marchi, per una storia che continua

Negli ultimi anni questa complessità è emersa con sempre maggiore evidenza, rendendo necessario trovare nuovi strumenti per raccontarla. Si inserisce nel contesto, il recente percorso di rebranding intrapreso da Produttori Arborea.

Un progetto che, oltre a mirare al rinnovamento dell’immagine aziendale, punta a rendere più riconoscibili le diverse attività della cooperativa.

Dietro i nuovi marchi, Primoverde per l’ortofrutta, Rossopregio per le carni e Meridoro per il settore agrozootecnico, si riconosce una specifica identità produttiva, ma anche la volontà di raccontare un sistema nel quale attività differenti, convivono e si sostengono reciprocamente.

Accanto all’ortofrutta, operano infatti il comparto delle carni, quello agrozootecnico e il settore foraggero. A questi si aggiungerà presto la filiera del latte grazie ad Arbolat, un progetto che porterà alla realizzazione di una fattoria etica e sostenibile e consentirà alla cooperativa di entrare direttamente nella produzione di latte destinato alla trasformazione.

Questa integrazione diventa particolarmente evidente osservando il percorso seguito dai prodotti all’interno delle diverse attività.

I foraggi destinati all’alimentazione animale provengono dalla filiera aziendale, i mangimi vengono prodotti internamente e ogni fase è seguita da figure specializzate. Nel centro di allevamento bovino di Arborea, tra i più importanti della Sardegna, ogni passaggio contribuisce a costruire un sistema nel quale competenze, produzioni e conoscenze si alimentano reciprocamente.

Anche il nuovo logo nasce dalla volontà di raccontare un’identità complessa attraverso un linguaggio immediato e riconoscibile. Il progetto è il risultato di un percorso condiviso nel quale si ritrovano richiami alla Sardegna, ai bronzetti nuragici, alla storica coccarda che per decenni ha accompagnato l’immagine aziendale e agli stessi prodotti che rappresentano il fulcro dell’attività della cooperativa.

Sostenibilità come scelta quotidiana

Una visione che trova espressione anche nelle scelte ambientali adottate negli ultimi anni. L’adesione ai disciplinari di produzione integrata, la riduzione degli sprechi idrici, l’installazione di impianti fotovoltaici e per la produzione di energia da biomasse, l’introduzione di veicoli elettrici e la pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità, giunto alla sua terza edizione, raccontano un impegno che si traduce in azioni concrete.

Tra le iniziative che meglio descrivono l’attenzione riservata alle persone che gravitano intorno a questa realtà imprenditoriale, ce n’è una alla quale Ilaria Pinna guarda con particolare orgoglio, ovvero il percorso che ha portato Produttori Arborea a ottenere la certificazione per la parità di genere, riconoscimento ancora poco diffuso nel comparto agroalimentare.

L’idea nasce durante la partecipazione ad alcuni bandi nei quali la certificazione rappresentava uno degli elementi premianti. Quella che inizialmente sembrava un’opportunità si è trasformata ben presto in una sfida più complessa.

Insieme alla collega Francesca Pilloni, Ilaria ha affrontato un percorso di studio e approfondimento che ha richiesto mesi di lavoro. «Era un ambito completamente nuovo per noi», racconta. «Abbiamo dovuto analizzare i requisiti, costruire procedure e imparare a leggere la nostra organizzazione da una prospettiva diversa».

Da quel lavoro è nato un vero e proprio sistema di gestione dedicato, accompagnato da un comitato composto dalle due professioniste e dal direttore generale Marco Peterle. Sono stati introdotti strumenti per le segnalazioni, attività di monitoraggio, percorsi formativi e adottate politiche aziendali che oggi fanno parte della vita quotidiana della Cooperativa.

A marzo di quest’anno la certificazione è stata riconfermata attraverso un nuovo audit, avvalorando la solidità di un percorso che continua a richiedere attenzione e aggiornamento costanti.

Le persone al centro del cambiamento

Ciò che colpisce, tuttavia, è soprattutto il significato attribuito a questa esperienza.

Quando si parla di sostenibilità, il pensiero corre quasi automaticamente all’ambiente, all’energia o alla gestione delle risorse. Più raramente ci si sofferma sulle persone e sulla qualità delle relazioni che caratterizzano un’organizzazione.

Eppure, il benessere di chi lavora, rappresenta un elemento altrettanto importante. L’attenzione alle esigenze dei collaboratori, la possibilità di conciliare vita privata e professionale, le opportunità di crescita e la costruzione di un ambiente inclusivo, sono aspetti che contribuiscono a definire la qualità di un’impresa quanto gli investimenti o le performance economiche. Temi che riguardano le donne, ma che coinvolgono allo stesso modo uomini, madri, padri e, più in generale, tutti coloro che contribuiscono alla vita dell’azienda.

Nel mondo agricolo questa riflessione assume un significato particolare.

Per generazioni le donne hanno avuto un ruolo essenziale nelle aziende familiari, occupandosi contemporaneamente della gestione amministrativa, del lavoro nei campi e dell’organizzazione quotidiana delle attività. Un contributo spesso determinante, che solo negli ultimi anni ha iniziato a ricevere la visibilità che merita.

La certificazione ottenuta da Produttori Arborea diventa quindi il simbolo di una cultura aziendale che considera la valorizzazione delle persone, parte integrante del proprio sviluppo e che continua a investire nella formazione e nella sensibilizzazione interna per costruire un ambiente di lavoro sempre più consapevole e inclusivo.

Giovani competenze per il futuro dell’agricoltura

Lo sguardo della Cooperativa è rivolto anche alle nuove generazioni.

L’ingresso dei giovani nel settore, continua a rappresentare una delle principali sfide del settore primario, ma, fortunatamente, accanto alle difficoltà stanno emergendo segnali incoraggianti. Infatti, sempre più giovani scelgono di formarsi, acquisire competenze e investire nelle aziende di famiglia.

Per sostenere questo processo, Produttori Arborea ha rafforzato i rapporti con scuole e università, promuovendo iniziative che consentono agli studenti di conoscere più da vicino un comparto che continua a offrire opportunità professionali importanti.

Perché il futuro dell’agricoltura non dipenderà soltanto dall’innovazione tecnologica o dall’evoluzione dei mercati. Dipenderà soprattutto dalla capacità di trasmettere conoscenze, costruire fiducia e mantenere vivo quel patrimonio di relazioni che ha consentito a territori come Arborea di diventare un punto di riferimento per l’intera Sardegna.

Quasi settant’anni guardando avanti

A distanza di quasi settant’anni dalla sua nascita, Produttori Arborea continua a confrontarsi con prove che accompagnano da sempre il mondo agricolo, come sostenere chi produce, come creare valore lungo tutta la filiera e come costruire prospettive capaci di durare nel tempo.

La risposta che emerge da questa esperienza non si trova soltanto nei risultati raggiunti o nella crescita registrata negli ultimi anni. Si ritrova nella capacità di mettere in relazione persone, competenze e attività diverse, trasformando le collaborazioni in strumenti concreti per affrontare sfide sempre più complesse.

È probabilmente in questo equilibrio, tra radici e capacità di rinnovarsi che si coglie il significato più autentico del percorso compiuto da Produttori Arborea e il motivo per cui la sua storia continua a parlare non soltanto di una cooperativa, ma di una parte sempre più importante dell’agricoltura sarda.

Produttori Arborea Link

Sara Sanna

Caporedattore
Sarda, scrive da sempre di enogastronomia, da qualche anno in modo professionale. La passione per questi argomenti è una eredità preziosa della sua famiglia dove le tradizioni culturali si sono radicate in simbiosi col piacere di condividere e di godere della scoperta del buon cibo.
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