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Di Alessandra Persico

21 Dicembre 2025

Di Alessandra Persico

21 Dicembre 2025

Un ricordo che profuma di Natale

“Ti abbiamo preparato il tuo dolce natalizio preferito, l’abbiamo fatto col cuore. Sono inzuppati nel miele, proprio come piacciono a te”.

È un ricordo di diversi anni fa, quando durante le feste i miei nonni mi donavano qualcosa di molto prezioso: il loro tempo, trasformato in una teglia di struffoli decorati per l’occasione.

Il Natale in Campania è ricco di piatti e dolci tipici, dal capitone all’insalata russa, dai rococò ai susamielli. Tra i più amati e diffusi ci sono sicuramente gli struffoli, un dolce che non si limita a essere servito, si tramanda, si prepara insieme, si condivide. Nelle cucine di Napoli e della Campania, questi piccoli globi di pasta fritta sono un ponte tra generazioni, un gesto di festa che ogni dicembre si rinnova immutato.

Le origini mediterranee

Le radici di questo dessert affondano nel bacino del Mediterraneo. Esistono diverse ipotesi sulla sua origine, ma la più accreditata la colloca nell’antica Grecia, dove il termine stróngoulos (che significa “tondo”) indicava dolcetti di forma sferica, fritti e passati nel miele. È probabile che i Greci, approdando sulle coste campane, abbiano introdotto questa usanza, successivamente accolta e perfezionata dalla cultura culinaria partenopea, anche grazie alle suore che li trasformarono in un dono natalizio.

Nel corso dei secoli gli struffoli si sono affermati come simbolo del Natale napoletano, complice la semplicità degli ingredienti: farina, uova, zucchero, agrumi e miele. Ogni famiglia ha sviluppato e tramandato la propria versione, dando vita a un rituale che è divenuto un caposaldo dell’identità gastronomica campana.

Con il tempo, infatti, la preparazione degli struffoli è passata dall’essere un’attività solitaria a un vero rito domestico e familiare.

Ma come si preparano?

La ricetta tradizionale prevede pochi e semplici ingredienti. La base è formata da un impasto morbido di farina e uova, lavorato con poco zucchero, un grasso (burro o strutto), scorza di limone grattugiata e un goccio di liquore aromatico.

Una caratteristica fondamentale dell’impasto è la sua leggerezza; dopo averlo tagliato in piccole biglie, si procede con la frittura, rapida e uniforme, per ottenere la classica croccantezza esterna.

Il passaggio finale consiste nell’aggiunta di miele, che nella tradizione contadina simboleggia prosperità per l’anno nuovo. Sciolto con un po’ di zucchero, avvolge gli struffoli come una glassa naturale.

Il dolce viene infine decorato a piacimento con cedro, arancia candita, ciliegine rosse e i celebri diavulilli, ossia piccoli confettini colorati che da sempre rappresentano festa e abbondanza.

L’abbinamento con il vino

Per un abbinamento con il vino, è bene considerare che gli struffoli, dominati dal miele e dagli aromi agrumati, richiedono vini dolci ma non stucchevoli, preferibilmente con una buona vena aromatica. L’ideale è scegliere vini aromatici che accompagnino gli agrumi e i canditi senza sovrastare il dolce.

Esistono varianti regionali che condividono caratteristiche simili e la stessa radice culturale. Un esempio è la pignolata calabrese che consiste in palline di pasta fritte e glassate con miele o cioccolato, oppure la cicerchiata abruzzese che somiglia al dolce campano per ingredienti e forma, ma spesso è modellata a ciambella.

Riletture contemporanee

Negli ultimi anni, gli struffoli hanno conosciuto un nuovo slancio creativo grazie a pastry chef e maestri pasticceri campani che ne hanno reinterpretato forma e sapori. Nelle vetrine natalizie compaiono versioni al forno o rivestite di cioccolato. C’è chi aggiunge spezie e chi utilizza il miele di castagno per un gusto più deciso.

Tradizione e innovazione convivono, mantenendo intatto lo spirito del dolce, ma adattandolo al gusto contemporaneo.

Gli struffoli, come molti altri piatti tipici, custodiscono la memoria di un popolo e il ricordo di inverni trascorsi in famiglia, nel calore della propria casa, con le mani impegnate a impastare. Un dolce semplice, ma colmo di significato.

In un presente gastronomico in continua evoluzione, gli struffoli restano un punto fermo del Natale rappresentando un pezzo di identità che profuma di casa, di festa, di Natale passato.

La ricetta

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Alessandra Persico

Napoletana, laureata in Culture digitali e della comunicazione, sono sempre alla ricerca di storie da raccontare. La scrittura è il mio modo di osservare e comprendere ciò che mi circonda, e di dare forma a ciò che sento. Nel food&beverage ritrovo una sensibilità che mi appartiene fatta di dettagli, ricordi e piccole meraviglie che amo cogliere e trasformare in parole.
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