A Caserta, a pochi passi dalla Reggia, Public House rappresenta una delle realtà più dinamiche della ristorazione moderna. Al centro del progetto c’è Ornella Buzzone, un’eclettica comunicatrice del food che ha messo energia, carattere e competenze in un locale che oggi unisce accoglienza, identità e ricerca gastronomica.
Chi segue Ornella sui social lo ha capito da tempo, colori intensi, ironia, naturalezza, un’impronta narrativa che non costruisce un personaggio, ma racconta la persona. Un approccio diretto che nasce da una spontaneità genuina, la stessa che ritrovi al tavolo del suo locale.

La storia professionale di Ornella
L’ingresso di Ornella a Public House avviene inizialmente come dipendente, in un periodo in cui il fenomeno dei food blogger era agli inizi. Chi gestiva allora il locale decise di puntare su di lei, intuendone il potenziale.
Ornella entra in quel mondo con incoscienza e coraggio, creando fin da subito i primi menù. La prima sera non la dimenticherà mai, organizzando una cena-prova con amici e parenti per capire se i suoi panini potessero piacere. E il risultato fu un coro di entusiasmo. Nascono così i suoi primi sette panini, rimasti ancora oggi nel menù.
Quando la società si scioglie e Public House rischia di chiudere, Ornella compie la scelta più coraggiosa, quella di rilevare l’attività. Chiede un supporto alla famiglia e nel 2015 ricomincia da se stessa, ridisegnando il locale e ripulendo la sua vita da quelle che definisce “energie negative”.
Una nuova Public House e, soprattutto, una nuova Ornella
Questo spirito combattivo e solare è evidente anche nel contatto diretto con lei. Durante la nostra visita, arrivando con un leggero ritardo, ci accoglie con un sorriso smagliante su due occhi di spillo: «Ma vi siete perse? Mi stavate facendo preoccupare!». Un approccio spontaneo che racconta più di qualsiasi biografia.
La cucina di Ornella è profondamente legata al suo profilo personale e familiare. Molte ricette sono influenzate dai nonni siciliani, che cucinavano insieme trasmettendo amore e convivialità. Questa memoria affettiva diventa oggi parte della sua identità gastronomica.
Il ruolo delle donne e i tre pilasti della cucina
Il tema del riconoscimento delle donne nella ristorazione è per Ornella centrale e profondamente sentito. «Non è possibile che nel 2025 una chef donna non sia ancora riconosciuta come tale», osserva con lucidità. «Perché nelle case chi cucina? La mamma, la nonna, la zia. Raramente il padre». Una riflessione che apre una questione culturale ancora irrisolta: se la cucina domestica è da sempre affidata alle donne, perché negli spazi professionali il loro ruolo fatica ancora a imporsi?
Questo pensiero introduce naturalmente la seconda parte del percorso di Ornella: da comunicatrice del food a imprenditrice. Una trasformazione portata avanti con entusiasmo e determinazione, che negli anni ha reso Public House una realtà riconoscibile del panorama street‑gourmet campano. Un’evoluzione che parte dalla cucina di casa e approda a una visione gastronomica matura, fondata su tre pilastri: rispetto della materia prima, stagionalità e inclusione.
La degustazione: mini hot dog d’autore e panini del menù autunnale
Tra le novità più interessanti presentate durante la serata, spiccano i mini hot dog. Un’interpretazione personale e moderna di uno street food iconico. L’idea nasce da un ricordo semplice — le pause all’Ikea con le amiche — trasformato in un gesto professionale: «Un giorno devo fare un hot dog che resti nella mente delle persone». Da lì, la volontà di portare qualità anche in un prodotto considerato “minore”.
Il suo hot dog utilizza ingredienti selezionati. Il wurstel artigianale di Cillo, appena scottato, la coleslaw di cavolo cappuccio viola con la maionese senape e miele e quella alla alla carota viola e agrumi, la cipolla croccante fatta in casa e i cetrioli marinati di propria produzione. Ne nasce un boccone equilibrato, fresco, aromatico, (disponibili anche in versione vegetariana e senza glutine) che può essere servito come antipasto, come entrée o come pasto leggero.
Dagli hot dog si passa al cuore della proposta, ovvero il menù autunnale. La carta stagionale di Ornella è costruita su ingredienti freschi e lavorati con metodo. Zucca, friarielli, funghi, verze, formaggi morbidi e salse artigianali tracciano una cucina moderna, leggibile e personale.

Tra le proposte più rappresentative del menù autunnale:
- Friarié – Chianina Igp, friarielli saltati, mozzarella affumicata, maionese ai pomodori secchi, crumble di tarallo nzogna e pepe.
- Pumpkin & Pepper – Humus di zucca speziato, arachidi, gorgonzola, songino e gocce aceto di balsamico.
- Veggie Burger – Burger di spinaci e ceci, verza, stracciata, anacardi tostati, pomodorino confit e maionese al curry.
Il senza glutine che non fa differenze
Una delle attenzioni tecniche più interessanti del lavoro di Ornella è quella verso il senza glutine, elemento spesso marginale nel mondo del panino gourmet. Da Public House, invece, il bun e il panino gluten free hanno una struttura morbida, capacità di assorbire le salse e nessuna rinuncia sul piano aromatico. Le farciture sono identiche alle versioni classiche: non una soluzione alternativa, ma una variazione che mantiene intatto il valore gastronomico.
Il vegetariano come terreno di ricerca
Infine, la proposta veggie trova un ulteriore spazio di espressione. Il suo burger vegetale, preparato artigianalmente con legumi e spezie, varia con le stagioni e con gli ingredienti disponibili. Zucca, spinaci, farine, curry, paprika, basilico, per un prodotto vegetale così buono da essere scelto spesso anche da chi vegetariano non è.
Public House Caserta Ig Link
Ornifattoincasaepiubuono Ig Link












