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Sabato 28 febbraio 2026, a Cagliari, prende vita un nuovo tassello del percorso avviato dalla Mesa Noa Food Coop, nasce infatti, la Cucina Sociale, il laboratorio gastronomico e di trasformazione dell’emporio, pensato per contrastare lo spreco alimentare e dare valore ai prodotti del territorio.

Non è un semplice ampliamento di servizi, ma un passaggio che consolida un’identità costruita nel tempo, quella di una comunità che ha scelto di ripensare il modo di fare la spesa, di selezionare i produttori e di attribuire valore al cibo. Con la Cucina Sociale, Mesa Noa amplia il proprio raggio d’azione rafforzando una visione che mette al centro la filiera corta, basata sulla partecipazione attiva dei soci e il contrasto allo spreco alimentare.

Un modello nato dal basso

La storia di Mesa Noa comincia nel 2017, dall’incontro di un gruppo di cittadini accomunati dal desiderio di sperimentare a Cagliari un modello di consumo critico e partecipato. L’ispirazione arriva anche da esperienze internazionali come il Park Slope Food Coop di Brooklyn, realtà cooperativa in cui i soci non sono semplici clienti ma parte integrante della gestione.

Dal 2019 Mesa Noa è formalmente cooperativa e dal 2020 è emporio attivo, con uno spazio riservato ai soci. Il funzionamento è semplice e radicale allo stesso tempo, infatti, per poter acquistare i prodotti, ogni socio contribuisce con alcune ore mensili di lavoro volontario. Tre ore che diventano il motore di un sistema fondato sull’autogestione e sulla corresponsabilità.

All’interno dell’emporio, la selezione dei produttori avviene secondo criteri etici e ambientali. La filiera è corta, il rapporto con chi produce diretto e trasparente. Il prezzo non è soltanto una cifra sullo scontrino, ma il risultato di una relazione costruita nel tempo. In questo contesto, il cibo torna ad avere un valore che va oltre il mercato, diventando uno strumento di consapevolezza.

Fin dall’inizio, tuttavia, l’ambizione della cooperativa non si è limitata alla vendita di prodotti selezionati. L’obiettivo è sempre stato più ampio, ovvero, quello di costruire legami, promuovere la cultura alimentare e restituire centralità al cibo. La Cucina Sociale che sarà inaugurata il prossimo sabato rappresenta l’evoluzione naturale di questo percorso.

Una cucina contro lo spreco, a favore della comunità

Il nuovo laboratorio di trasformazione alimentare nasce con l’obiettivo preciso di dare una forma strutturata e continuativa alla lotta contro lo spreco. Le eccedenze ortofrutticole dell’emporio e quelle provenienti dal Mercato di Sestu non saranno più soltanto prodotti da smaltire o redistribuire in modo occasionale, ma materia viva per nuove preparazioni.

Secondo il Food Waste Index Report 2024 delle Nazioni Unite, nel mondo viene sprecato ogni giorno l’equivalente di un miliardo di pasti, mentre centinaia di milioni di persone soffrono la fame. In Italia, i dati dell’Osservatorio Waste Watcher indicano uno spreco domestico settimanale pro capite superiore alla media europea, con un’incidenza significativa nel Centro-Sud e nelle aree urbane.

La Cucina Sociale interviene in questo scenario con un approccio concreto, andando a trasformare prodotti prossimi alla scadenza, eccedenze o alimenti esteticamente imperfetti in proposte gastronomiche di qualità. Non si tratta di un’operazione simbolica, ma di un’attività quotidiana che punta a incidere sulle abitudini e a generare consapevolezza.

Il laboratorio proporrà servizi di gastronomia di prossimità, catering, corsi di cucina ed educazione alimentare rivolti ai soci, agli abitanti del quartiere Mulinu Becciu, a uffici e cooperative sociali, rivolgendo lo sguardo verso l’intera città nella speranza che il progetto possa diffondersi in modo capillare. In prospettiva, lo spazio potrà essere condiviso anche con persone fragili – anziani soli, famiglie, bambini – in collaborazione con la rete territoriale del Centro di quartiere MuBe.

La cucina, dunque, non è soltanto un luogo di produzione, ma un presidio sociale. Qui la lotta allo spreco si intreccia con l’inclusione e con l’educazione alimentare, trasformandosi in pratica collettiva.

Gabriella Narciso espressione di esperienza e lungimiranza

A coordinare il progetto è la chef e socia fondatrice Gabriella Narciso, professionista con una lunga esperienza nella ristorazione e nella formazione gastronomica. Nata a Cagliari, con radici familiari tra Teti, Belvì e Senorbì, Gabriella cresce in un contesto in cui il cibo è linguaggio quotidiano. Le sue origini lo testimoniano con una nonna cuoca, un nonno conoscitore di erbe spontanee e un padre appassionato ai fornelli.

A soli 14 anni entra in una storica pasticceria cittadina, “La Piemontese”, iniziando un percorso fatto di studio, lavoro e incontri decisivi. Negli anni approfondisce la conoscenza delle materie prime locali e sviluppa un’idea di cucina come strumento di educazione. Nel 2010 fonda la scuola “Il Giardino dei Piaceri”, consolidando un’esperienza che unisce pratica e formazione.

L’incontro con Mesa Noa avviene durante la fiera “Scirarindi”, quando il progetto cooperativo muoveva i primi passi. Da subito Gabriella riconosce una sintonia di intenti, fatta di rispetto della materia prima, valorizzazione del territorio e responsabilità nelle scelte.

Oggi, alla guida della Cucina Sociale, sintetizza così il senso dell’iniziativa: «Vogliamo riportare la cucina al suo significato originario, uno spazio di relazione, condivisione, apprendimento e inclusione. Qui si impara a nutrire e a nutrirsi, non solo nel corpo ma anche nella dimensione comunitaria».

Laboratori partecipati, percorsi formativi per giovani e adulti, cene sociali e momenti di alfabetizzazione alimentare diventeranno strumenti per diffondere competenze e rafforzare il senso di appartenenza. La cucina, in questa visione, è un’officina di cittadinanza attiva.

Il giorno dell’inaugurazione: una festa di filiera

Sabato 28 febbraio, dalle 10 alle 20, l’inaugurazione sarà una vera festa di comunità. Produttori, soci, famiglie e realtà associative animeranno lo spazio con isole tematiche dedicate alle aziende fornitrici.

Mattina

  • Ore 10.00 – Apertura ufficiale
  • Ore 12.00 – Benedizione di don Michele, della Parrocchia Madonna della Strada di Mulinu Becciu
  • Ore 13.00 – Degustazione “Pasta Sardo Sole”, dedicata alla filiera corta del grano sardo

Protagonista dello show-cooking sarà la pasta Fiores, dalla caratteristica forma che ricorda un garofano, della filiera del grano sardo a marchio Sardo Sole. Gabriella Narciso la proporrà con olive taggiasche, limone e pesto, esaltati dall’olio extravergine della Sinis Agricola – Consorzio Terre dei Giganti, ottenuto da cultivar Semidana.

Pomeriggio e sera

  • Ore 16.00 – Laboratorio per bambini “La fase del sale”
  • Ore 19.00 – Intervento della dottoressa Maria Rita Lecca, medico nutrizionista, su nutrizione funzionale e benessere
  • Ore 20.00 – Chiusura della giornata

Produttori e ospiti

Durante l’evento saranno presenti alcune delle realtà che collaborano con Mesa Noa: I Campi di Elisabetta, Agricura, Terre Sarde, Sardo Sole e Sinis Agricola.

La giornata sarà arricchita anche dalla degustazione guidata della Cantina Altanera con l’enologo Massimiliano Marongiu, dalla partecipazione del Centro di quartiere MuBe e delle volontarie della biblioteca di comunità, e da un incontro dedicato alle erbe spontanee della Sardegna.

Oltre la dimensione gastronomica

L’apertura della Cucina Sociale segna un nuovo capitolo nel percorso della Mesa Noa Food Coop. Non solo un laboratorio di trasformazione alimentare, ma l’evoluzione di un modello fondato su cooperazione e responsabilità condivisa.

Cuore dell’iniziativa resta la struttura partecipativa della cooperativa, costruita dal basso e sostenuta dall’impegno diretto dei soci, che con il loro contributo volontario rendono possibile un sistema alternativo di approvvigionamento e consumo.

La Cucina Sociale si configura così come spazio permanente di educazione alimentare, inclusione e contrasto allo spreco, un presidio territoriale capace di tradurre un problema globale in un’azione concreta e quotidiana.

Il 28 febbraio 2026, a Cagliari, si inaugura dunque molto più di uno spazio attrezzato. Si consolida un progetto che rimette al centro il cibo come strumento di relazione tra produttori, consumatori e comunità, e come leva per immaginare un’economia più vicina alle persone, radicata nei gesti semplici della vita quotidiana.

Mesa Noa Food Coop Link

Sara Sanna

Caporedattore
Sarda, scrive da sempre di enogastronomia, da qualche anno in modo professionale. La passione per questi argomenti è una eredità preziosa della sua famiglia dove le tradizioni culturali si sono radicate in simbiosi col piacere di condividere e di godere della scoperta del buon cibo.
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