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Da Barcellona, Firenze e Nizza un messaggio chiaro: i mercati civici non devono diventare copie turistiche, ma restare luoghi vivi di commercio, identità e comunità

Cagliari si propone come laboratorio mediterraneo di una nuova economia urbana fondata sui mercati civici. È questo il messaggio emerso dal convegno internazionale “Markets & Cities”, promosso da Confcommercio Sud Sardegna e ospitato lunedì 27 aprile nella Sala Consiliare del Comune, alla presenza delle istituzioni locali e di rappresentanti di importanti realtà europee, tra cui Barcellona, Firenze e Nizza.

Nel corso della giornata è emersa una visione chiara e condivisa. I mercati non possono più essere considerati soltanto luoghi di scambio commerciale; al contrario, rappresentano infrastrutture economiche, sociali e turistiche capaci di incidere in modo concreto sul futuro delle città.

Crescita dei flussi e nuove strategie urbane

A rafforzare questa prospettiva contribuiscono i dati illustrati dalla Camera di Commercio di Cagliari-Oristano. Le proiezioni indicano che l’aeroporto del capoluogo potrebbe superare gli 8 milioni di passeggeri entro il 2040, rispetto ai poco più di 5 milioni attuali. Una crescita che richiede una strategia precisa, orientata a trasformare il semplice transito in un’esperienza urbana completa. In questo scenario, i mercati civici possono diventare una porta d’ingresso autentica alla Sardegna.

Durante il confronto è stato sottolineato come il futuro dei mercati non debba passare attraverso modelli imitativi. Piuttosto, la sfida consiste nel valorizzare la loro identità originaria, mantenendo vivo il legame con il commercio quotidiano, la comunità e la varietà urbana.

Il ruolo delle istituzioni locali

Ad aprire i lavori è stato il sindaco Massimo Zedda, che ha evidenziato il ruolo strategico del sistema mercatale cittadino. I mercati di Cagliari, diversi tra loro e radicati nei quartieri, rappresentano già oggi elementi di attrazione anche per i visitatori. Allo stesso tempo, ha richiamato l’attenzione sul rischio di snaturarli trasformandoli in spazi esclusivamente legati alla ristorazione, sottolineando invece l’importanza di valorizzare il lavoro degli operatori e la qualità dei prodotti.

Nel suo intervento, il presidente di Confcommercio Sud Sardegna Marco Mainas ha ribadito come i mercati costituiscano un patrimonio strategico per l’intero territorio regionale. Si tratta infatti di spazi in cui cultura e quotidianità si incontrano, assumendo un valore che va oltre la semplice funzione commerciale.

Produzione locale e identità alimentare

Un passaggio particolarmente significativo è arrivato dall’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus, che ha evidenziato come oltre il 70% dei prodotti consumati in Sardegna non sia di origine locale. In questo contesto, i mercati civici possono diventare il luogo privilegiato per rafforzare il rapporto diretto tra produttori e consumatori e per raccontare in modo efficace l’identità alimentare dell’isola.

Il confronto con i modelli europei

Il confronto internazionale ha offerto spunti concreti. Jordi Mas Velasco, intervenendo per il mercato della Boqueria di Barcellona, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di preservare l’essenza dei mercati anche in presenza di flussi turistici molto elevati. Dalla realtà fiorentina, Massimo Manetti ha messo in guardia dal rischio di perdita di autenticità, sottolineando come Cagliari abbia ancora l’opportunità di difendere un modello tradizionale genuino. Da Nizza, Frank Martin ha illustrato un sistema basato su varietà merceologica, animazione costante e valorizzazione dei produttori locali.

La rete dei mercati cittadini

Il capoluogo sardo può contare su una rete mercatale articolata e rilevante a livello nazionale. Tra le principali strutture figurano il mercato di San Benedetto, uno dei più grandi d’Italia con i suoi 8.000 metri quadrati coperti e un importante comparto ittico, il mercato di Piazza Nazzari con circa 150 concessionari, quello di via Quirra attualmente interessato da un processo di rigenerazione, il mercato di Pirri recentemente riqualificato e il mercato di Santa Chiara, nel quartiere di Stampace, destinato a nuove sperimentazioni gestionali.

Prospettive e sviluppo futuro

A chiudere i lavori è stato il vicepresidente vicario di Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia, che ha indicato le prossime tappe. L’obiettivo è misurare in modo puntuale l’impatto economico dei mercati civici e costruire politiche efficaci per contrastare la desertificazione commerciale.

Dalla giornata emerge quindi una linea strategica condivisa. I mercati devono rimanere autentici, accessibili e riconoscibili, oltre che pienamente integrati con i principali nodi della città, come porto, aeroporto, strutture ricettive e percorsi urbani. In questo modo possono generare valore non solo diretto, ma anche indiretto e indotto, contribuendo in maniera concreta allo sviluppo economico locale.

In questa prospettiva, Cagliari si candida a definire un modello capace di coniugare identità e crescita, partendo proprio dai suoi mercati civici.

Confcommercio Sud Sardegna Link

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Redazione

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