«Non potevo immaginare che la tecnologia sarebbe arrivata così avanti. In sé non è una nemica, ma bisogna usarla in modo creativo: è la sfida di oggi». Così scriveva lo sceneggiatore, regista e attore milanese Maurizio Nichetti in un articolo del 2017.
Con questa frase, egli sottolinea come l’innovazione tecnologica non sia intrinsecamente negativa, al contrario, contribuisce attivamente all’evoluzione della società e dell’umanità stessa. Tuttavia, la tecnologia non può sostituire la creatività e l’ingegno umano, che restano imprescindibili. Deve diventare un supporto, un aiuto prezioso per svolgere più facilmente le normali attività quotidiane.
Le sue parole sono un invito a non temere lo sviluppo tecnologico, ma a considerarlo un’opportunità per facilitare il problem solving, trasformando le varie sfide quotidiane in occasioni di crescita personale e professionale.
Dallo sviluppo tecnologico al progresso sociale
Oggi, con l’avvento dei nuovi media e dell’intelligenza artificiale, ci troviamo di fronte a un inedito capitolo del progresso scientifico, in cui la tecnologia pervade ogni aspetto della nostra quotidianità. Molti sociologi hanno analizzato questo fenomeno, indagandone cause, conseguenze e implicazioni.
Negli anni Cinquanta, ad esempio, il sociologo e filosofo francese Jacques Ellul, spesso associato alla teoria del determinismo tecnologico, pubblicò “La technique ou l’enjeu du siècle” (tradotto in italiano come “La società tecnologica“), in cui sosteneva che la tecnologia nella società moderna tende a influenzare ogni ambito della vita umana.
Anche il mondo del food e della viticoltura è coinvolto in questo processo. Un esempio concreto è l’introduzione dei robot nei vigneti per agevolare le attività agricole.
Nuovi media e intelligenza artificiale: la tecnologia che pervade la quotidianità
Infatti, nei laboratori del Joiint Lab di Bergamo, nato dalla collaborazione tra l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e il consorzio Intellimech, con il supporto di Confindustria Bergamo, Kilometro Rosso e l’Università degli Studi di Bergamo, è stato sviluppato Frasky, un robot sperimentale capace di muoversi autonomamente tra i filari dei vigneti e applicare trattamenti selettivi sui grappoli d’uva. Il progetto è stato raccontato da diverse testate e fonti scientifiche, tra cui TG Leonardo e ANSA.
Frasky combina robotica avanzata e intelligenza artificiale. Un braccio robotico con mano e telecamera integrata gli permette di identificare e mappare i grappoli, rilevare ostacoli e spruzzare trattamenti con precisione, riducendo l’esposizione degli operatori a sostanze chimiche. La piattaforma mobile su cui è montato è dotata di quattro ruote motrici ed è modulare, così da consentire l’integrazione di strumenti diversi a seconda delle applicazioni.
Quando il progresso tecnologico entra nei vigneti: il caso Frasky
Secondo Manuel G. Catalano, coordinatore del Joiint Lab, Frasky «si muove tra i filari, osserva e manipola i grappoli per analizzarli meglio» e, in futuro, potrebbe anche raccoglierli. «Le tecnologie che cambiano il lavoro delle persone possono diventare un driver per coinvolgere nuove generazioni di lavoratori», aggiunge Catalano, sottolineando come l’innovazione non abbia l’obiettivo di sostituire l’uomo, ma di affiancarlo nelle mansioni più ripetitive.

Robotica e agricoltura di precisione: benefici per ambiente e lavoro umano
Frasky rappresenta così un passo verso l’agricoltura di precisione, con benefici concreti per l’ambiente e la salute dei lavoratori, favorendo un monitoraggio digitalizzato, trattamenti mirati e riduzione della dispersione chimica nei vigneti.
Dalla vigna alla cucina, l’innovazione tecnologica sta ridisegnando l’intero mondo dell’enogastronomia
Dopo invenzioni come Frasky, anche le cucine professionali stanno accogliendo intelligenza artificiale e robotica come strumenti centrali del lavoro quotidiano. Da diversi anni, infatti, l’AI non è più fantascienza, oggi è presente in ristoranti, laboratori artigianali, hotel e scuole di cucina, supportando chef e brigate nella preparazione dei piatti, nella gestione delle scorte e nella personalizzazione dei menu. Robot e sensori controllano la qualità degli ingredienti in tempo reale, ottimizzano processi come cottura e impiattamento e riducono le attività ripetitive, favorendo creatività e sperimentazione.
Secondo dati recenti, l’adozione di soluzioni AI in cucina è in rapida crescita. In Italia, una cucina professionale su cinque è già AI-based, e molte strutture utilizzano sistemi predittivi per gestire ordini, menu e logistica, con vantaggi concreti su sprechi, efficienza e sostenibilità.
Parallelamente, nascono nuove figure ibride, come gli AI kitchen specialist o i food data designer, capaci di integrare sensibilità gastronomica e competenze tecnologiche, segnando l’inizio di una nuova stagione della ristorazione.
Il futuro della filiera alimentare tra tecnologia e ingegno umano
L’intelligenza artificiale in cucina, così come in viticoltura, non sostituisce il lavoro umano, ma lo affianca, aumentando precisione, sicurezza e qualità. Queste nuove tecnologie, infatti, si stanno trasformando in alleati preziosi capaci di arricchire la visione dello chef, aprendo nuove possibilità nella gestione delle coltivazioni e nella produzione alimentare.
Se oggi Frasky supervisiona i grappoli e l’intelligenza artificiale supporta chef e brigate in cucina, quale sarà il prossimo passo della filiera alimentare?
Dai campi alle cucine, innovazione e ingegno umano lavoreranno sempre insieme per creare esperienze gastronomiche sorprendenti e sostenibili.
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