Intervista esclusiva a Luciano Pignataro
Da anni sui social assistiamo allo spettacolo del “mondo pizza”.
È un universo complesso, fatto spesso da attori e palcoscenici, comparse e figuranti anche un pó grotteschi che intrattengono gli spettatori di un circo mediatico il più delle volte fine a se stesso.
Noi di MEatingNews non amiamo occuparci delle questioni che affannano questo settore, anzi volutamente restiamo fuori dalle polemiche che ogni tanto si accendono tra questo o quel personaggio.
A voler essere ancora più tranchant potremmo tranquillamente dire che soprattutto in questo momento delicato sul piano internazionale non si sentirebbe l’esigenza di pensare a cose così futili.
Ma volendo citare un famoso imprenditore lombardo prestato alla politica, “è il giornalismo bellezza!”
La diatriba tra 50 Top Pizza e Attilio Albachiara
Ad oggi quindi, per mero dovere di cronaca, che ci compete in quanto giornalisti, pare opportuno soffermarci sulla diatriba che vede protagonisti una delle guide più conosciute di questo ambiente, 50 Top Pizza, e il pizzaiolo acerrano Attilio Albachiara, da tempo residente in America.
Per chi ha la fortuna di avere tra i contatti social i protagonisti della contesa, la materia non risulterà nuova, tutt’altro.
Per tutti coloro i quali invece non conoscono la vicenda facciamo un brevissimo punto della situazione.
L’origine della polemica
Risale a circa 8 mesi fa l’insorgere di una polemica tra i soggetti summenzionati, riguardante la legittimità o meno della classifica (o guida che dir si voglia) di 50 Top Pizza, iniziativa portata avanti già da diversi anni dalla società LSDM S.r.l.
Il format ideato da Luciano Pignataro e soci, e da questi esportato ormai in varie parti del mondo, secondo quanto dichiarato dai fondatori, si basa su una classifica di pizzerie, stilata in seguito a visite effettuate da ispettori anonimi.
Il punto più rappresentativo dell’attività di 50 Top Pizza si raggiunge durante le premiazioni che il gruppo realizza in location di volta in volta diverse a seconda della categoria o del paese (inteso come nazione) premiato.
Ovviamente un’attività così complessa richiama su di essa molte attenzioni, prestandosi anche a facili critiche e polemiche.
Le critiche di Albachiara
In questo filone di polemiche si inserisce appunto Albachiara che, con una serie di attività perpetrate soprattutto a mezzo social, prende di mira la classifica/guida, i suoi curatori e tutti coloro che in qualche modo contribuiscono alla realizzazione del progetto, criticandone l’operato.
Tutto legittimo potremmo dire. Il diritto di critica, proprio come quello di cronaca, è sacrosanto e, udite bene, addirittura costituzionalmente garantito dall’art. 21 della nostra Carta costituzionale.
Dal tribunale dei social a quello reale
A causa delle modalità con le quali viene portata avanti questa “querelle” e ai toni molto accesi la discussione dopo poco si sposta, almeno per una delle parti in causa, dal tribunale di Facebook a quello reale.
È di questi giorni la notizia che il Tribunale di Napoli, nella fattispecie il Tribunale delle Imprese, ha emesso un primo provvedimento cautelare a seguito di un procedimento avviato dai curatori della guida nei confronti di Albachiara.
Trattasi di una ordinanza cautelare che, sulla base degli articoli 20, lett. C del Codice della proprietà industriale e 2598 del Codice civile, impone ad Attilio Albachiara (condannato contumace), di interrompere i comportamenti fino ad oggi perpetrati nei confronti dei soggetti ricorrenti con scopo diffamatorio, denigratorio e illecito, lo diffida dall’uso per propri fini del marchio 50 Top Pizza e lo condanna al pagamento delle spese nonché alla pubblicazione del testo della suddetta ordinanza su tutti i suoi canali social per 30 giorni.
Trattandosi di provvedimento cautelare ovviamente si sofferma sulle richieste della difesa, in tema di tutela del marchio e divieto di concorrenza sleale, rimandando ad altre sedi le decisioni nel merito.

L’intervista a Luciano Pignataro
A tal proposito abbiamo voluto sentire uno dei curatori di 50 Top Pizza per capire come hanno reagito a questo primo risultato e anche come stanno affrontando la vicenda.
Con Luciano Pignataro abbiamo cercato di capire meglio lo stato delle cose.
Dottor Pignataro, siete soddisfatti di questo primo risultato?
Siamo ovviamente soddisfatti di questo primo risultato ottenuto e, forti di questo, proseguiremo con la causa civile per il risarcimento danni materiali, morali e di immagine.
Abbiamo scelto di difenderci solo per via legale ma questo ovviamente ha comportato un aggravio di spese notevole per la nostra società.
Oltre alla difesa in campo civile, siamo seguiti da un avvocato penalista per tutti gli aspetti che in questa vicenda possono avere risvolti di questa natura. Ci sono indagini attualmente in corso.
Siamo fiduciosi nella giustizia.
La vostra società ha risentito della vicenda?
Allora, da un punto di vista professionale e commerciale non abbiamo avuto problemi legati alla campagna diffamatoria.
Gli sponsor hanno deciso di rimanere al nostro fianco e tutti i pizzaioli nominati nella guida hanno scelto di essere presenti alle premiazioni sia in Italia che all’estero.
Se qualcuno non è stato presente era per motivi diversi dalla battaglia mediatica in corso.
Purtroppo, però l’attacco ripetuto e violento, la campagna denigratoria nei confronti dei componenti nostro gruppo, ha lasciato qualche segno da un punto di vista morale e anche di questo chiederemo il conto nella causa di risarcimento, oltre che del danno all’immagine.
Andrete avanti con la causa?
Sì siamo determinati a portare avanti tutte le difese e le richieste consentiteci dalla legge e continueremo a farlo, per mezzo dei nostri legali, nelle sedi competenti.
Portare avanti una discussione sui social, vista la gravità degli attacchi non avrebbe senso.
A proposito di Social Media, lei stesso ha dichiarato di essersi tenuto fuori dalla “rissa social”.
Crede che qualora non vi fossero stati i social la vicenda avrebbe comunque raggiunto toni così accesi?
Innanzitutto, la nostra difesa ha scelto le vie legali e noi abbiamo seguito questa linea.
Inoltre, penso che i social siano un mezzo molto utile per chi fa il nostro lavoro ma che bisogna saper distinguere il social dalla realtà, il vero dal falso.
Il problema è che sui social ognuno può dire liberamente la sua e non tutti riescono sempre a capire da che parte stia la verità.
Entrando un po’ nel merito della vicenda, lo stesso giudice in un passaggio dell’ordinanza dice che seppur Albachiara avesse mosso accuse fondate, in questo specifico caso è da condannare per le modalità con cui ha portato avanti le sue critiche. Lei è d’accordo su questo punto?
Si questo è un punto importante. Se qualcuno vuole dire qualcosa contro di noi o contro chiunque faccia questo tipo di lavoro è libero di farlo. Ciò che conta sono le modalità. E in questo caso si è andati davvero oltre.
Ognuno è libero di esprimere la sua opinione, e questo vale anche per la nostra guida. Se poi, come nel nostro caso, si riesce ad avere un buon seguito è questione di credibilità.
Se chi critica il nostro operato volesse fare a sua volta delle classifiche o guide sarebbe liberissimo, anzi ben venga.
Poi sarà il giudizio del pubblico a decretare l’eventuale successo, come per esempio è successo a noi con 50 Top Pizza.
Pensate che il seguito della vicenda giudiziaria si svolgerà con un contraddittorio tra le parti o continuerà in contumacia come in questa prima fase?
Non possiamo saperlo, da parte nostra ci auguriamo che la controparte si costituisca in giudizio. Ci sentiamo tranquilli, la documentazione allegata è chiara. Inoltre, posso dire che la nostra difesa continuerà nelle aule di tribunale e non sui social. Ci sono richieste di risarcimento e indagini penali, la giustizia farà il suo corso.
Il diritto di critica
Ad oggi alla luce di quanto riportato, indipendentemente dalle condanne e dai futuri procedimenti, ci sembra di poter affermare che il diritto di critica è salvo. Salva la possibilità di 50 Top Pizza, in quanto soggetto privato e non pubblico, di stilare una guida-classifica.
E salvo il diritto di critica di chiunque voglia mettere in dubbio il lavoro di questa o di altre guide.
Il nodo fondamentale sono le modalità che non possono essere in alcun modo denigratorie, minacciose, diffamatorie e/o lesive della dignità personale.
Resta ferma, ci preme sottolineare, la libertà di critica che è alla base di un intero settore, quello del giornalismo enogastronomico, che oggi più che mai necessita di punti fermi e principi deontologici da rispettare.
50 Top Pizza Link
Luciano Pignataro Link
Crediti foto Luciano Pignataro
Nota della redazione
La redazione di MEatingNews ci tiene a precisare che, sempre per dovere di cronaca, si dichiara disponibile ad accogliere eventuali dichiarazioni anche della controparte del giudizio in oggetto.






