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Di Valentina Castellano

17 Marzo 2026

Di Valentina Castellano

17 Marzo 2026

Il Riff Music & Drink, cocktail bar nel quartiere Chiaia a Napoli, rinnova la sua proposta con una nuova cocktail list dedicata alla musica. Il progetto nasce nel 2019 dalla visione del giovane barman Andrea Giannino, classe 1997, che in questi anni ha costruito un luogo riconoscibile, dove la mixology dialoga con le emozioni, i ricordi e le influenze musicali che accompagnano il suo percorso.

Sono stata invitata a scoprire questa nuova drink list e tornare al Riff significa sempre ritrovare un posto che conosco da tempo. Uno di quei locali che negli anni crescono poco alla volta, senza perdere la propria identità, portati avanti con energia e con quella determinazione che spesso appartiene ai progetti nati davvero da un sogno.

Il bancone come cuore del progetto

Il centro del Riff Napoli resta il bancone. È qui che Andrea porta avanti la sua ricerca, fatta di equilibrio, tecnica e attenzione ai dettagli.

La nuova cocktail list è composta da cinque signature cocktail, ciascuno dedicato a un artista che ha segnato la storia della musica: Pino Daniele, Elvis Presley, The Beatles, Eminem e Stevie Wonder. Non è solo una scelta estetica o di immagine, infatti ogni drink racconta un riferimento, un’influenza, una suggestione personale.

Parlando con Andrea si capisce subito quanto la musica faccia parte del suo modo di lavorare. Non è un semplice accompagnamento di sottofondo, ma una fonte di ispirazione che entra nel processo creativo, proprio come accade nella costruzione di un cocktail.

Un luogo raccolto nel cuore di Chiaia

Il Riff Music & Drink si trova in via Giuseppe Matracci 87, in una posizione interessante, perché a ridosso della zona dei baretti di Chiaia, ma abbastanza defilato da restare fuori dal caos della movida più affollata.

Entrando si ha subito la sensazione di uno spazio curato con attenzione, un luogo raccolto dove tutto sembra pensato per mettere le persone a proprio agio. È uno di quei posti dove si entra per bere un cocktail e spesso ci si ritrova a restare più del previsto, tra una chiacchiera e un altro drink.

Una storia che ha il sapore della famiglia

Uno degli aspetti più belli del Riff è proprio la sua dimensione familiare. Accanto ad Andrea ci sono i suoi genitori, che lo hanno sostenuto sin dall’inizio e che continuano a essere parte attiva della vita del locale.

È qualcosa che si percepisce subito: il clima è accogliente, spontaneo, quasi domestico. Non c’è quella distanza che a volte si avverte in alcuni cocktail bar, ma piuttosto la sensazione di entrare in un posto dove l’ospitalità nasce in modo naturale.

Ed è anche questo che, negli anni, ha contribuito a creare una piccola comunità di clienti affezionati.

Un cocktail bar aperto tutto il giorno

Il Riff è pensato come cocktail bar “all day”, aperto dalla mattina fino alla sera e nel weekend fino alle due di notte.

Si parte dalla colazione e si arriva all’aperitivo, accompagnato da una proposta food semplice ma ben pensata: zingara ischitana, taglieri di salumi e formaggi, saltimbocca caldi e altri piatti perfetti per accompagnare i drink.

Sono proposte che dialogano bene con l’anima conviviale del locale e che contribuiscono a rendere il Riff un posto vissuto durante tutta la giornata.

Un progetto giovane che continua a crescere

Raccontare realtà come il Riff Napoli significa anche raccontare un modo diverso di fare questo mestiere. Andrea è uno di quei giovani professionisti che hanno scelto di investire qui, nella propria città, dedicando tempo, energie e passione a un progetto costruito passo dopo passo.

Questa nuova cocktail list dedicata alla musica è un ulteriore tassello di quel percorso. E seduti al bancone, tra un drink e l’altro, si ha la sensazione di trovarsi dentro un luogo che continua a evolversi, restando però fedele alla sua anima, quella di un cocktail bar nato da un sogno giovane e cresciuto con il sostegno di una famiglia.

Riff Music & Drink LINK

crediti foto Mariano Cacace

Donna sorridente in un ristorante luminoso

Valentina Castellano

Sociologa di formazione, diventa giornalista pubblicista raccontando le realtà e le storie del food napoletano. Sogna una narrazione di Napoli lontana dai loghi comuni e lavora per mettere in luce le infinite relazioni e contatti tra cultura e cibo, storia e territorio, persone e piatti della tradizione.
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