Da Contemporanea, a Caserta, è proprio il caso di dirlo: la storia comincia dal finale
Un grande banco pieno di dolci, monoporzioni lucide, colori pieni, glasse perfette in file ordinate, come piccoli oggetti di design.
L’impatto è quasi fiabesco, tanto da far venire in mente la casa di Hansel e Gretel, con quella stessa tentazione infantile di voler assaggiare tutto.
Ma Contemporanea non si ferma qui. Quello che è considerato il finale di un pasto — il dolce — diventa il punto di partenza di un progetto più ampio, che si sviluppa lungo tutta la giornata.
Entrando, ci si trova davanti a una pasticceria moderna, con il banco al centro e la sala dedicata alla cucina raccolta alle spalle.
È però all’esterno, soprattutto nella stagione più mite, che Contemporanea trova la sua dimensione, con uno spazio ampio e ventilato, adatto a cogliere i diversi momenti della proposta gastronomica.


Dal laboratorio al long day
Negli ultimi anni si assiste sempre più spesso a realtà che nascono intorno a una lavorazione specifica e, nel tempo, costruiscono una proposta più ampia. Succede con le macellerie che diventano ristoranti di carne o con le pescherie che aprono cucine dedicate, e da Contemporanea questo percorso parte dalla pasticceria.
Il laboratorio resta il cuore dell’attività, da cui si sviluppa un servizio che copre dalla colazione alla pausa pranzo, dall’aperitivo fino alla cena del venerdì e del sabato, secondo il modello del long day, con una proposta gastronomica veloce che cambia nel corso della giornata.

Il percorso di Marco Merola
Dietro questa idea c’è la mente eclettica di Marco Merola, classe 1979, casertano, con un percorso che passa anche dall’estero e da una costante ricerca personale.
Negli anni della formazione si trasferisce negli Stati Uniti, dove entra in contatto con un ambiente gastronomico aperto e internazionale. In quel contesto nasce la passione per la cucina e, soprattutto, per la pasticceria, mentre porta avanti gli studi fino alla laurea in lingue e letterature.
Accanto a una formazione strutturata, sviluppa anche una forte componente autodidatta, fatta di ricerca continua e confronto diretto con il lavoro.
Nel 2010 fonda a Caserta I Cook You Food Academy, scuola di cucina e pasticceria che negli anni diventa un punto di riferimento per professionisti e appassionati, attirando personalità di rilievo internazionale.



Una rete di maestri
Tra i docenti passati dall’academy ci sono nomi di primo piano della gastronomia italiana e internazionale: Cedric Grolet, Johan Martin, Luca Montersino, Loretta Fanella, Stefano Laghi, Emanuele Forcone, Gianluca Aresu, Giuseppe Stanzione, Cristina Bowerman e Gennaro Esposito.
Prima di Contemporanea c’è Hackert, un progetto che univa cucina e pasticceria e che negli anni ha raccolto diversi riconoscimenti, ma che non rappresentava più la direzione in cui Merola voleva andare.
È lì che prende forma Contemporanea, un’idea più vicina a oggi, nei ritmi e nel modo di stare a tavola.
Nel 2024 arriva il riconoscimento di Maestro APEI, che conferma un percorso costruito nel tempo, tra esperienza, formazione e perseveranza, insieme a caratteristiche umane fatte di spontaneità e trasparenza.
La cena
La sera in cui siamo stati da Contemporanea abbiamo assaggiato alcuni piatti della carta: il risotto aglio, olio e black lime, i ravioli alla genovese di cipolle di Montoro, l’asado napoletano e il polpo laccato con il suo fondo.
È una cucina semplice, fatta di pochi elementi per piatto, dove tutto è messo lì solo per essere buono.
Il risotto è in buon equilibrio aromatico, con il black lime che dà profondità.
Il polpo è presentato con una laccatura intensa e una cottura ben centrata, morbido ma con una consistenza ancora presente.
I ravioli alla genovese, per la natura degli ingredienti, hanno un sapore pieno e gustoso, mentre l’asado napoletano è scioglievole, quasi burroso, con un sapore deciso e rotondo, proprio come deve essere un piatto di carne.

Il ritorno al dolce
E alla fine il racconto torna dove era iniziato.
Abbiamo assaggiato alcuni dei dolci visti all’ingresso e possiamo dirlo con certezza, oltre a essere belli, sono anche buoni.
In tutta la cena, e più in generale nel percorso gastronomico, si ritrova il lavoro di Marco Merola, fatto di esperienze, viaggi e prove che alla fine si ricompongono, tornando alla sua terra, nei sapori e nelle materie, sia nel dolce che nel salato.
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