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Di Alessandra Persico

6 Novembre 2026

Di Alessandra Persico

6 Novembre 2026

Una colazione da vivere con calma

Si sa, in pasticceria non basta preparare un buon dolce. Contano sia la scelta degli ingredienti e la cura nella lavorazione, ma anche il modo in cui viene servito e l’esperienza che si vive sedendosi a un tavolino. È da questa idea che nasce il progetto di Giovanna Di Napoli, pasticciera e titolare di Nunù Café Patisserie a Pomigliano d’Arco, in via Giacomo Leopardi 47.

Qui la colazione ha il profumo del burro e dei prodotti appena sfornati, con una proposta che guarda alla scuola francese senza rinunciare ai sapori della tradizione locale. Il risultato è una pasticceria che punta su una vetrina ordinata, preparazioni curate e una selezione di dolci che cambia nel corso dell’anno. Ma Nunù è anche un luogo in cui fermarsi con calma, incontrare gli amici o concedersi una pausa lontano dalla fretta quotidiana.

Lo spazio è piccolo, ma organizzato per accogliere chi entra senza trasformare la colazione in una semplice sosta veloce. L’ambiente è curato, con un’atmosfera tranquilla che invita a sedersi e a fermare l’orologio. La pasticceria è il cuore dell’attività, affiancata da una proposta di caffetteria che comprende anche bevande preparate per accompagnare i dolci.

La scelta di Pomigliano d’Arco e il rapporto con la clientela

La scelta di aprire a Pomigliano d’Arco è arrivata dopo una ricerca non semplice. Giovanna, che inizialmente avrebbe dovuto gestire il locale da sola, cercava uno spazio in cui realizzare la propria idea di pasticceria e lavorare in una zona in cui sentirsi a proprio agio. Il consiglio del marito, all’epoca agente di commercio nella zona, l’ha portata a guardare proprio verso questa cittadina.

«Quando ho trovato questo posto mi è piaciuto subito», racconta. Pomigliano le è sembrata una realtà aperta alle novità nel mondo del food, anche se conquistare la fiducia della clientela ha richiesto tempo. «È facile avere un grande successo all’inizio, ma la parte difficile è riuscire a mantenere il rapporto con le persone. Il cliente va coltivato, passo dopo passo».

Un lavoro quotidiano che, negli anni, ha dato i suoi frutti. Oggi il locale è diventato un punto di riferimento per chi cerca una colazione diversa dal solito, mentre il fine settimana richiama un pubblico numeroso, tra famiglie e giovani.

Dall’ufficio alla pasticceria, una passione diventata professione

La storia professionale di Giovanna comincia circa dodici anni fa, in un momento in cui la sua vita personale le aveva imposto di rallentare. Mamma di due bambine, a distanza di pochi mesi l’una dall’altra, aveva lasciato il suo precedente lavoro d’ufficio. La pasticceria è arrivata inizialmente come un modo per ritagliarsi uno spazio personale.

«Ho cominciato con dei corsi amatoriali, per passione e anche per avere un momento tutto mio. Poi mi sono appassionata sempre di più e, siccome quando una cosa mi piace voglio imparare a farla bene, ho deciso di iscrivermi all’accademia».

La formazione è arrivata a Caserta, con Marco Cesare Merola, fondatore di un percorso dedicato alla pasticceria contemporanea. Dopo gli studi, Giovanna ha continuato a lavorare al suo fianco, maturando un’esperienza decennale tra laboratori, nuove tecniche e occasioni di confronto con professionisti internazionali. Tra queste, anche la possibilità di assistere a lezioni tenute da importanti nomi della pasticceria francese, tra cui Cédric Grolet.

Un percorso che le ha permesso di costruire il proprio stile, orientato soprattutto verso la pasticceria francese contemporanea, ma senza dimenticare i dolci della tradizione napoletana. Prima di aprire Nunù, infatti, ha voluto approfondire anche questo versante, imparando a lavorare sui grandi classici con il pasticciere Sabatino Sirica.

«Sono convinta che, quando un dolce tradizionale è fatto bene e ha i sapori giusti, possa essere persino più buono di una preparazione moderna», spiega.

Nunù, il progetto personale nato durante il Covid

L’idea di aprire un’attività tutta sua ha preso forma durante il periodo del Covid, quando Giovanna aveva ormai raggiunto i quarant’anni e sentiva il desiderio di mettere a frutto ciò che aveva imparato. Da quel progetto è nato Nunù, il cui nome richiama un affettuoso soprannome familiare.

L’avvio non è stato privo di ostacoli. Una proposta diversa dalle abitudini del territorio ha richiesto tempo per essere compresa e apprezzata: dai croissant preparati con il burro ai piccoli dolci di ispirazione francese, inizialmente scambiati da alcuni clienti per cioccolatini. A questo si è aggiunta la difficoltà, ancora presente in alcuni ambienti professionali, di essere riconosciuta come interlocutrice in quanto donna.

«Volevo anche dimostrare alle mie figlie che si può realizzare qualcosa di proprio a qualsiasi età, anche se si è donne e si hanno dei figli», racconta. Oggi anche il marito ha lasciato il suo precedente lavoro per affiancarla nell’attività, mentre la figlia maggiore, quando può, dà una mano la domenica.

Il riconoscimento del Gambero Rosso e l’offerta di Nunù

Un riconoscimento importante è arrivato anche dal Gambero Rosso, che ha assegnato al locale due tazzine nella guida dedicata ai migliori bar d’Italia. Un risultato che ha sorpreso la stessa Giovanna, abituata a pensare soprattutto alla propria identità di pasticceria, ma consapevole del valore della caffetteria e del servizio che la accompagna.

L’offerta di Nunù comprende croissant, prodotti sfogliati, mignon, torte e dolci da colazione. Accanto alle preparazioni che restano stabilmente in carta, ci sono proposte che cambiano con le stagioni e con le richieste della clientela. Giovanna continua, inoltre, a frequentare corsi di aggiornamento, ma senza inseguire necessariamente ogni nuova moda.

«Mi piace scoprire cose nuove e magari prendere ispirazione dai trend, ma cerco sempre di fare le cose a modo mio. Il mio stile è questo e non ho voluto cambiarlo».

Caffetteria, bevande speciali e attenzione alle esigenze alimentari

La stessa attenzione si ritrova nella caffetteria, dove sono disponibili alternative al latte tradizionale, come bevande d’avena e di soia, oltre al latte senza lattosio. Ogni mese vengono proposte anche alcune bevande speciali. Tra quelle che abbiamo trovato durante la visita c’è il caramel cappuccino, un cappuccino arricchito dal caramello, accanto all’iconico pumpkin spice latte, una versione speziata ispirata ai sapori autunnali.

Un altro aspetto a cui la pasticciera tiene è la possibilità di rispondere a esigenze alimentari differenti. In laboratorio vengono realizzate alcune proposte senza lattosio, vegane e senza glutine, con procedure specifiche per le preparazioni dedicate.

La degustazione, tra sfogliati e dolci di ispirazione francese

Siamo andati a trovare Giovanna per assaggiare alcune delle preparazioni che raccontano meglio la sua idea di pasticceria.

Il primo assaggio è il pan suisse farcito con una composta di cassis e arricchito da gocce di cioccolato.

C’è poi la cake sfogliata al lampone e cioccolato fondente, interessante anche per la sua origine. Nasce infatti dal recupero dei cornetti avanzati, trasformati in una nuova preparazione invece di essere sprecati. È un esempio concreto di come un prodotto invenduto possa diventare la base per un dolce diverso.

Per chi preferisce sapori più intensi, tra le proposte c’è anche un tortino a base di farina di mandorle e cioccolato fondente, dolcificato con eritritolo e sviluppato in collaborazione con un nutrizionista. Una ricetta pensata per chi cerca un’alternativa allo zucchero tradizionale, fermo restando che la sua compatibilità con esigenze alimentari specifiche va valutata caso per caso.

Tra le proposte della visita c’è anche l’apple cinnamon roll, con mele Pink Lady appena saltate in padella e caramello in superficie. La mela mantiene un ruolo centrale, mentre la cannella richiama i sapori delle preparazioni casalinghe.

A chiudere la degustazione sono i mini-bignè craquelin, piccoli dolci che puntano sul contrasto tra la superficie croccante e la morbidezza dell’interno. Una preparazione che racconta bene l’attenzione di Giovanna per la pasticceria di ispirazione francese.

Non solo dolci, ma un’esperienza da ricordare

Per Giovanna, il futuro di una pasticceria non si misura soltanto nella bellezza dei prodotti esposti in vetrina. Oggi, osserva, è possibile trovare dolci curati e tecnicamente ben realizzati in molti locali; ciò che fa davvero la differenza è il modo in cui le persone vivono l’esperienza.

«A volte puoi offrire il prodotto migliore della giornata, ma se il cliente non si sente accolto o vive male quel momento, rischi comunque di perderlo. Secondo me è proprio l’esperienza a fare la differenza: sentirsi a proprio agio, coccolati e avere voglia di tornare».

È questa l’idea che accompagna il lavoro quotidiano di Nunù Café Patisserie, una pasticceria che guarda alla Francia per le sue tecniche, mantiene un legame con i sapori del territorio e prova a costruire, giorno dopo giorno, un rapporto duraturo con chi la sceglie.

Perché un buon dolce può convincere al primo assaggio, ma è anche il modo in cui viene preparato, raccontato e condiviso a trasformare una semplice colazione in un’esperienza da ripetere.

Nunù Café Patisserie LINK

Alessandra Persico

Napoletana, laureata in Culture digitali e della comunicazione, sono sempre alla ricerca di storie da raccontare. La scrittura è il mio modo di osservare e comprendere ciò che mi circonda, e di dare forma a ciò che sento. Nel food&beverage ritrovo una sensibilità che mi appartiene fatta di dettagli, ricordi e piccole meraviglie che amo cogliere e trasformare in parole.
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