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CucinaItaliana
tempo60 minuti
Porzioni8/10 persone
DifficoltaMedia
Struffoli-copertina-ricetta

Il Natale in Campania è ricco di piatti e dolci tipici, dal capitone all’insalata russa, dai rococò ai susamielli.

Tra i più amati e diffusi ci sono sicuramente gli struffoli, un dolce che non si limita a essere servito, si tramanda, si prepara insieme, si condivide. Nelle cucine di Napoli e della Campania, questi piccoli globi di pasta fritta sono un ponte tra generazioni, un gesto di festa che ogni dicembre si rinnova immutato.

Le radici di questo dessert affondano nel bacino del Mediterraneo. Esistono diverse ipotesi sulla sua origine, ma la più accreditata la colloca nell’antica Grecia, dove il termine stróngoulos (che significa “tondo”) indicava dolcetti di forma sferica, fritti e passati nel miele.

È probabile che i Greci, approdando sulle coste campane, abbiano introdotto questa usanza, successivamente accolta e perfezionata dalla cultura culinaria partenopea, anche grazie alle suore che li trasformarono in un dono natalizio.

Nel corso dei secoli gli struffoli si sono affermati come simbolo del Natale napoletano, complice la semplicità degli ingredienti: farina, uova, zucchero, agrumi e miele. Ogni famiglia ha sviluppato e tramandato la propria versione, dando vita a un rituale che è divenuto un caposaldo dell’identità gastronomica campana.

Con il tempo, infatti, la preparazione degli struffoli è passata dall’essere un’attività solitaria a un vero rito domestico e familiare.

Per un abbinamento con il vino, è bene considerare che gli struffoli, dominati dal miele e dagli aromi agrumati, richiedono vini dolci ma non stucchevoli, preferibilmente con una buona vena aromatica. L’ideale è scegliere vini aromatici che accompagnino gli agrumi e i canditi senza sovrastare il dolce.

Gli struffoli, come molti altri piatti tipici, custodiscono la memoria di un popolo e il ricordo di inverni trascorsi in famiglia, nel calore della propria casa, con le mani impegnate a impastare.

Un dolce semplice, ma colmo di significato.

In un presente gastronomico in continua evoluzione, gli struffoli restano un punto fermo del Natale, un pezzo di identità che profuma di casa, di festa, di Natale passato.

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Preparazione

La prima cosa da fare è preparare l’impasto. Versa la farina a fontana su una spianatoia e aggiungi al centro le uova, lo zucchero, lo strutto (o il burro) a pezzetti, la scorza di limone grattugiata, un pizzico di sale e, se gradito, il liquore aromatico. Impasta fino a ottenere un composto omogeneo ed elastico, lavorandolo per alcuni minuti; se necessario, aggiungi pochissima acqua per regolare la consistenza. Forma una palla, avvolgila nella pellicola e lasciala riposare a temperatura ambiente per circa 15–30 minuti.
Trascorso il riposo, dividi l’impasto in 4-6 parti e ricava dei filoncini sottili di circa un centimetro di diametro. Tagliali a piccoli pezzetti, ottenendo tante palline di dimensioni regolari. Disponile su un vassoio leggermente infarinato per evitare che si attacchino.
Scalda abbondante olio di semi in una padella profonda o in una friggitrice fino a raggiungere una temperatura di circa 170–175 °C. Friggi gli struffoli in piccole quantità, mescolandoli delicatamente, finché risultano dorati in modo uniforme. Scolali con una schiumarola e trasferiscili su carta assorbente.
Nel frattempo, fai scaldare il miele a fuoco basso in una casseruola capiente, senza portarlo a ebollizione, fino a renderlo fluido; se necessario, aggiungi una piccola quantità di zucchero e un cucchiaio d’acqua per ottenere una consistenza più morbida. Unisci gli struffoli al miele caldo e mescola delicatamente affinché ne siano completamente ricoperti.
Infine, arriva il momento di impiattare e decorare: trasferisci gli struffoli su un piatto da portata, formando una corona o una piccola montagna, e completa con frutta candita e confettini colorati. Lascia riposare per almeno mezz’ora prima di servire, in modo tale che il miele si assesti e gli struffoli si compattino leggermente.

Alessandra Persico

Napoletana, laureata in Culture digitali e della comunicazione, sono sempre alla ricerca di storie da raccontare. La scrittura è il mio modo di osservare e comprendere ciò che mi circonda, e di dare forma a ciò che sento. Nel food&beverage ritrovo una sensibilità che mi appartiene fatta di dettagli, ricordi e piccole meraviglie che amo cogliere e trasformare in parole.